Ultimo aggiornamento  19 agosto 2019 16:15

Uragano Harvey, l'auto si mobilita.

Paolo Borgognone ·

L'uragano Harvey che si è abbattuto sul Texas e in particolare sulla città di Houston - oltre 2 milioni e 300.000 abitanti - ha portato distruzione e allagamenti e si è lasciato alle spalle una scia di lutti con almeno 40 vittime finora accertate. Alla macchina dei soccorsi, immediatamente scattata per portare aiuto alle popolazioni colpite, soprattutto dalle esondazioni delle dighe che hanno letteralmente sommerso alcuni quartieri di Houston, e alla gara di solidarietà per fornire sostegno ai sopravvissuti, partecipa attivamente anche il mondo dell'automotive.

On Star in aiuto

Tra le prime a mobilitarsi è stata General Motors. L'azienda del Michigan ha messo a disposizione delle autorità del Texas i call center del suo servizio On Star che affianca le autorità impegnate negli interventi di soccorso. Il 911, il numero della polizia - come è facile immaginare - è in questi drammatici momenti sommerso di richieste di aiuto. I possessori di auto equipaggiate con On Star - sono circa 200.000 nell'area - possono chiamare il servizio della Casa, in funzione 24 ore su 24, 7 giorni la settimana e i call center di Gm avvertono le autorità sul territorio, aggiornandole caso per caso sulla gravità della situazione. Da sabato - dicono a Gm - le chiamate dall'area colpita sono state oltre 18.500.

Toyota si mobilita

Anche Toyota ha deciso di intervenire a sostegno delle persone colpite da Harvey. La sezione Usa della Casa giapponese - la cui sede è a Plano, nel nord del Texas al confine con l'Oklahoma, in una zona appena sfiorata dalla catastrofe - ha annunciato di aver destinato 3 milioni di dollari alla Croce Rossa per i più immediati interventi di aiuto. A questi soldi si deve aggiungere un altro milione donato da Dan Friedkin, il presidente della società Gulf State Toyota, che si occupa dal 1969 della distribuzione delle auto giapponesi in Texas. Sono state messe a disposizione, inoltre, anche delle auto usate, sia per il trasporto di materiale necessario che per aiutare nell'evacuazione delle zone colpite. 

Il problema del petrolio 

Anche il mondo del petrolio - una delle economie chiave del Texas - si è mobilitato. Aziende come Shell hanno immediatamente messo a disposizione fondi per milioni di dollari in contanti. C'è inoltre, molta preoccupazione in quanto l'uragano e le conseguenti inondazioni hanno praticamente fermato la produzione di barili di greggio in particolare a Port Arthur, dove ha sede la più grande raffineria degli Stati Uniti. Secondo alcuni esperti, per tornare alla normalità negli impianti, bisognerà lavorare almeno 6 o 8 settimane.

Settore nei guai

Superata l'emergenza rimangono i problemi del settore: secondo il Detroit News, Harvey potrebbe aver distrutto 500.000 veicoli (300.000 nella sola Houston), superando di gran lunga gli effetti provocati dagli ultimi devastanti uragani, Katrina e Sandy.  La prospettiva, a questo punto, è quella di una contrazione del mercato che a livello nazionale potrebbe raggiungere il 2%. Il Texas contribuisce per il 9% alla cifra complessiva di vendite ai privati negli Usa. Vanno considerati, nell'analizzare la situazione, anche i danni ai concessionari, molti dei quali sono allagati. Per fortuna gli impianti produttivi di General Motors ad Arlington e di Toyota a San Antonio (fermo per alcune ore) hanno subito conseguenze solo marginali e hanno potuto proseguire l'attività.

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