Ultimo aggiornamento  20 aprile 2019 22:38

Apple Shuttle, il ritorno di Titan.

Patrizia Licata ·

Forse non ci sarà la Apple car, ma la navetta Apple probabilmente sì. Il Project Titan della Mela dedicato al driverless ha subito vari ridimensionamenti dal suo lancio nel 2014 ma non è stato abbandonato e ora potrebbe tradursi nella realizzazione di uno shuttle a guida autonoma per il trasporto dei dipendenti tra i diversi uffici: nella Silicon Valley, infatti, Apple ha la sede storica a Infinite Loop, maxi arteria di Cupertino, ma è previsto il trasferimento graduale verso un nuovo gigantesco campus, l'Apple Park, esteso su 71 ettari. La navetta, non ancora operativa, servirà ad Apple per testare il suo software per la guida autonoma, riporta il New York Times.

Niente macchine, solo software

Apple ha rinunciato all'ambizione di progettare sia il software per l'automazione sia il veicolo, secondo la strategia adottata per gli iPhone, di cui viene disegnato sia l'hardware che il software: per le macchine l'impresa si è rivelata troppo complessa e costosa. Come confermato a giugno dal Ceo Tim Cook su Bloomberg, Apple si concentra adesso solo sui "sistemi per la guida autonoma". E' la stessa politica seguita da Waymo (lo spin off di Google) e Uber, che già hanno attivato navette driverless per i dipendenti con cui testano le loro tecnologie usando veicoli di diversi costruttori.

Una rima infelice

Il nome dell'Apple shuttle sarebbe PAIL, sigla che sta per “Palo Alto to Infinite Loop". Una scelta infelice per gli americani: pail significa "secchio", suona come "pale", pallido, e fa rima con "fail", fallire. Non un buon auspicio per il futuro di Project Titan che già si è scontrato con non pochi ostacoli. Oggi è guidato dall'ingegnere Bob Mansfield, ma inizialmente era stato affidato al top manager Steve Zadesky; questi però, racconta il New York Times, è entrato in contrasto con Jonathan Ive, il chief designer della Mela, che voleva che il gruppo puntasse sulla guida completamente automatizzata (come fa Waymo), mentre Zadesky preferiva l'opzione semiautonoma. Anche sull'uso del linguaggio di programmazione software le visioni si sono spaccate: meglio la tecnologia proprietaria (come viene fatto con l'iPhone) o gli standard industriali?

Strade affollate in California

Oggi sono pochi i dettagli che Apple lascia trapelare su Titan, tranne il fatto che diversi ingegneri hardware sono stati licenziati per assumere, in linea con quanto indicato da Cook, più ingegneri del software specializzati in automazione. C'è anche l'autorizzazione ufficiale ricevuta da Apple ad aprile in California per testare sulle strade pubbliche la sua tecnologia driverless su tre suv Lexus RX 450h. Il software dunque esiste; resta da vedere se quelli targati Waymo e Uber si sono già portati un passo avanti.

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