Ultimo aggiornamento  20 settembre 2019 09:53

Nosmoke, la Mini Moke torna elettrica.

Roberto Sposini ·

Un telaio più simile a una vasca da bagno che a un’auto. Il musetto, ispirato alle Jeep militari. Un piccolo motore da 850 centimetri cubici. E per tetto il cielo, sostituito negli anni da una capote leggera a cui si agganciavano con delle semplici cerniere delle porte da arrotolare come nelle tende da campeggio. La prima Mini Moke è stata un fiasco, almeno in Inghilterra dove pioveva troppo per quella vetturetta che di fatto non offriva alcun riparo per le intemperie. Poi, però, Australia, Portogallo e Italia anni dopo se ne innamorarono e, complici climi più miti, la piccola torpedo inglese costruita dalla Morris diventò una delle spiaggine più apprezzate insieme alla Citroën Mehari

Torna in versione E

Oggi, il destino delle due, Moke e Mehari, sembra accomunarle anche a distanza di anni e, dopo che il costruttore francese ha affidato a Bollorè la versione elettrica che ha dato vita alla e-Mehari, anche quella Moke nata inizialmente per essere paracadutata  (già, negli anni Sessanta avrebbe dovuto entrare in forza nell’esercito britannico) oggi rivive la sua seconda giovinezza col divertente nome di Nosmoke.

Un piccolo costruttore francese ha infatti deciso di trasformarla in un’auto elettrica, perfetta da lasciare nella casa al mare, o per fare da “tender” al rientro con la barca.  Dell’originale inglese, quella Mini senza né tetto né porte prodotta in oltre 50mila esemplari dal 1964 al 1992, su questa versione elettrica è rimasto ben poco. Il muso ispirato alle 4×4 storiche come le prime Jeep CJ. Il telaio a “vasca”, le ruote minuscole, il roll bar di tubi per dare un minimo senso di sicurezza agli occupanti. Stop. 

Novità nascoste 

Da fuori sembra la stessa. Ma solo perché le differenze sono nascoste alla vista. A cominciare dal motore, dove al posto dell’originale 4 cilindri trasversale di 848 cm³ e 37,5 cavalli di potenza, oggi sulla Nosmoke c’è un’unità elettrica asincrona che di cavalli ne ha ancora meno (20) ma che è sufficiente per raggiungere una velocità massima di 70 km/h. L’originale Moke almeno in questo era decisamente più “performante” con 112 km/h di velocità massima dichiarata. Molte altre cose sono cambiate. Oggi non c’è più traccia del cambio a 4 marce. Ma la trazione è sempre anteriore. Sono rimasti i 4 posti striminziti, la scocca portante in acciaio, i freni a tamburo. Anche le dimensioni sono le stesse: lunghezza attorno ai 3 metri, larghezza poco più di un metro e 30.  

Made in France

Pe il resto, è tutta un’altra storia. Costruita in Francia, dove le celebrity l’hanno già eletta l’auto più cool della Costa Azzurra (l’esplosiva Pamela Anderson, l’ex bagnina di Baywatch, l’ha scelta come l’auto della sua estate), ma in vendita in Spagna, questa Moke in versione EV è già diventata l’elettrica simbolo dell’estate. Ha le sue belle batterie agli ioni di litio da 12 kWh (chi vuole risparmiare può scegliere dei meno performanti accumulatori al piombo), ha un’autonomia che varia da 64 a 145 chilometri e si ricarica tra le sei e le otto ore dalla normale presa elettrica di casa.

Poi ci sono cose che il tempo non cambia granché: la nuova Nosmoke ora pesa 521 kg, nel 1964, l’anno del debutto, la Moke ne pesava 570. Oggi ha sempre il suo immancabile tendalino parasole da abbinare agli sgargianti colori della carrozzeria e ai rivestimenti (lavabili come nelle ultime versioni degli anni '90). Ma ha guadagnato una dote impagabile, il silenzio. Quel silenzio che, d’estate, col mare e il vento a far da quinte ideali, diventa magia.

Il silenzio

Niente emissioni. Niente benzina. Niente rumore. Sulla Nosmoke solo la liberà di muoversi con semplicità, felici, spensierati. In fondo, questa spiaggina, falliti gli impieghi bellici, era nata per questo. E non impensierisce nemmeno il portafoglio, 14mila euro sono una cifra tutto sommato accettabile per il remake di un sogno, quello dell’inventore della prima Moke Sir Alec Issigonis (il papà della Mini) che, ne siamo certi, se la vedesse oggi, silenziosa e sostenibile, ne sarebbe fiero.

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