Ultimo aggiornamento  20 luglio 2019 07:06

Usa, il mercato batte in testa.

Redazione ·

Benché l’economia sia ancora in crescita e la disoccupazione resti bassa, il mercato dell’auto statunitense perde colpi. In luglio, è sceso del 6,9%, prima serio calo di volumi dalla grande crisi del 2008-2009 e primo allarme per gli analisti, i quali cominciando a prevedere un mercato al 31 dicembre 2017 sotto i 17 milioni (proiezione a 16,9 sulla base del primo semestre, secondo IHS).

Tutti giù per terra

Nel gioco del chi perde e chi vince, il computo è facile: perdono tutti i costruttori a cominciare dalle 3 Big di Detroit, a esclusione dei giapponesi di Toyota, +3% e di Subaru, +6,9%, piccolo marchio specialista di trazione integrale che in Nordamerica fa numeri spesso migliori di giganti come Volkswagen e Bmw ma che in Europa resta invece di nicchia.

In un mercato cresciuto tumultuosamente negli ultimi anni, grazie anche a una economia sana che ha attraversato l’ultima fase dell’amministrazione Obama per proseguire in quella di Trump, la spia rossa del mese di luglio potrebbe indicare che d’ora in avanti le cose andranno benino o bene, ma non più benissimo.

Perdono berline e suv

È interessante notare come, tra i dati elaborati da Automotive News, a perdere siano state anche tutti i tipi di carrozzeria: -15% le automobili, -1,9% i suv, crossover, pick up, cioè quei modelli che vanno per la maggiore. Negli Stati Uniti come nel resto del mondo.

In luglio, la Ford ha perso il 7.4%, la Gm il 15%, la Fiat Chrysler il 9.5. In casa Fca ci sono tuttavia buone notizie da Ram (dove si fanno utili veri) e da Alfa Romeo, con vendite in crescita. Mentre Jeep ha perso il 12%, Chrysler il 30% e Dodge il 12%.

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