Ultimo aggiornamento  20 giugno 2019 22:16

La Banca mondiale finanzia la mobilità.

Patrizia Licata ·

Le smart cities cinesi ricevono un finanziamento di 32,7 milioni di dollari da parte delle Nazioni Unite per le loro strategie di sviluppo sostenibile: un gruppo di grandi città - Pechino, Tianjin, Shijiazhuang, Ningbo, Nanchang, Guiyang e Shenzhen - sarà incluso nel programma della Banca mondiale che finanzia la ricerca e l'implementazione di soluzioni integrate (trasporto pubblico, mobilità dolce, gestione del suolo e dell'energia, politiche abitative) per metropoli sempre più affollate che rischiano di diventare invivibili.

Il trend di urbanizzazione

Le città della Cina sono l'emblema del processo di urbanizzazione in atto in tutto il mondo. Il 57% della popolazione cinese già risiede in città ma il trend di migrazione dalle campagne è inesorabile e nel 2030 si prevede che il 70% dei cinesi vivrà in metropoli sempre più estese, affollate e congestionate: lo sviluppo urbano, infatti, indica un miglioramento del tenore di vita e una robusta crescita economica, ma genera anche traffico, inquinamento, eccessivo sfruttamento delle risorse.

Ridurre la dipendenza dall'auto privata

I progetti per smart cities sostenuti dalla Banca mondiale cercano di trovare nuovi schemi per la pianificazione urbana. Non a caso il programma cinese sarà implementato sotto la guida del ministero per l'Edilizia e lo sviluppo urbano della Cina e include la realizzazione di un efficiente sistema di trasporto pubblico che riduca la necessità di ricorrere all'auto privata e incoraggi a utilizzare la bicicletta o a muoversi a piedi. Come spiega Wanli Fang, esperto di economia e urbanistica della Banca mondiale che partecipa alla direzione del progetto: "Ci concentriamo su uno sviluppo che promuova i mezzi di trasporto e incentivi la mobilità dolce per ribaltare il trend che porta a metropoli sempre più dipendenti dall'utilizzo dell'automobile. Miglioriamo la qualità dell'aria, diminuiamo il traffico e facilitiamo gli spostamenti dei residenti".

Progetti in 11 paesi

Il progetto cinese sarà inserito nella Piattaforma globale per città sostenibili (GPSC) che riunisce i progetti di smart city finanziati dalla Banca Mondiale; la piattaforma serve anche a condividere conoscenze e risultati. I fondi sono erogati tramite la Global Environment Facility (GEF), uno strumento finanziario nato per difendere il clima e la biodiversità e che ha a disposizione 1,5 miliardi di dollari per il quinquennio 2015-2020 per smart cities in tutto il mondo. Progetti di pianificazione urbana integrata sono già in corso in 30 città di 11 paesi: oltre alla Cina sono coinvolti anche Brasile, Messico, Paraguay, Perù, India, Vietnam, Malesia, Costa d'Avorio, Senegal e Sudafrica.

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