Ultimo aggiornamento  25 aprile 2019 19:43

Dove corre la Ferrari.

Francesco Paternò ·

La Ferrari corre, non ha mai smesso di farlo nella sua vita lunga 70 anni. Ma da un po’ gira a ritmi costantemente così alti che vale la pena fermarsi, scendere e provare a capire meglio dove Sergio Marchionne, il suo presidente, intende portarla.

Utili netti +30%

Partiamo dai numeri, che in questo caso non sono un’opinione. Nel secondo trimestre, il bilancio di Ferrari – società con sede ad Amsterdam, quotata in borsa nel gennaio 2016 a Milano e nell'ottobre 2015 a Wall Street – ha visto un utile operativo lordo superiore del 29,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, utili netti a +30%, ricavi netti a +13,5%, un indebitamento industriale netto sceso a 627 milioni. Le vendite sono cresciute del 5,3%.

Vola in borsa

Tutto questo è avvenuto mentre in borsa il titolo ha superato i 90 euro: beato chi ha comprato nei primi mesi del 2016, quando il titolo – partito a 43 euro – era sceso fino a 28 per poi risalire e non fermarsi quasi più. Oggi la Ferrari scorporata da Marchionne vale più dell’intera Fiat Chrysler, il secondo capolavoro finanziario del manager dopo l’acquisizione del gruppo Chrysler nel 2009 trattando con l’amministrazione Obama.

Un crossover "Ferrari style"

Nel corso della conference call con gli analisti, Marchionne ha confermato di avere nei piani l’idea di un crossover quattro posti Ferrari, un "utility vehicle", progetto negato fino al giorno precedente con motivazioni come “imbastardirebbe il dna” o “mi dovete uccidere prima”.  “Ora siamo al “probabilmente accadrà”, con qualche paletto di circostanza: un crossover o suv del Cavallino sarà fatto – se sarà fatto entro il 2022 – secondo un non meglio precisato ”Ferrari style”. Oltre a obiettivi dichiarati di raddoppiare gli utili del marchio entro il 2022 e superare di slancio le 10.000 unità vendute (8.400 a fine 2017, dopo aver superato per la prima volta le colonne d’Ercole autoimposte delle 8.000 nel 2016).

Su suv e crossover, Marchionne ha cambiato idea sulla base di considerazioni di mercato: “Lo spazio è troppo grande e troppo invitante” per lasciarlo alla sola concorrenza, ha detto agli analisti. Non è la prima e non sarà l’ultima volta che il manager piroetta su se stesso, per cui diamo per buona la seconda.  Un crossover Ferrari ci sarà.

Il nuovo piano industriale

Marchionne non è più tornato invece sulle sue dichiarazioni secondo le quali lascerà la guida di Fiat Chrysler alla fine del 2018 – e dunque entro aprile 2019 davanti all’assemblea degli azionisti – ma non la presidenza della Ferrari (di cui è anche importante azionista, come di Fca). Il nuovo piano industriale di Maranello, basato su una strategia che prevede anche una forte ibridizzazione dei motori e che intende annunciare a inizio dell’anno prossimo, suona come una conferma che dal Cavallino non scenderà. Almeno a breve.

Vettel e gli altri

C’è poi il capitolo Ferrari in Formula 1. Non sembra un caso che le indiscrezioni sul crossover siano state fatte uscire alla vigilia della trimestrale e subito dopo la doppietta nel gran premio di Ungheria che tiene Vettel in cima alla classifica piloti. Tutto si tiene, in un momento di maggiore forza. Un momento magico che in Formula 1 ci vuole un niente a rompere, anche se ormai a metà del campionato i risultati dicono che piloti, macchina e squadra ci sono, e piuttosto competitivi. Un atout per Marchionne, soprattutto per i suoi progetti di restare in sella al Cavallino anche nel dopo Fca.   

Tag

FCA  · Ferrari  · Marchionne  · 

Ti potrebbe interessare

· di Francesco Paternò

Al Salone di Francoforte i vertici di Maranello spiegano perché è stata chiamata così la nuova GT. In vendita da febbraio con prezzi da 196.000 euro

· di Paolo Odinzov

La Casa di Maranello ha svelato la nuova "scoperta" che debutterà a salone di Francoforte. Ha 600 cavalli, supera i 320 orari ed è già da record

· di Paolo Borgognone

Una fabbrica tedesca vuole utilizzare il nome della celebre Ferrari per una bicicletta e per un rasoio elettrico. Un giudice le dà ragione, Maranello ricorre

· di Stefano Antonetti

Gli americani di Bloomberg, citando una fonte interna, rilanciano il progetto di un modello a guida alta con il marchio di Maranello. Arriverebbe nel 2021