Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 08:25

Che fine fanno i soldi delle multe?

Marina Fanara ·

Sono anni che ce lo chiediamo: che fine fanno i proventi delle multe? I comuni dovrebbero usare questi introiti in interventi per migliorare la sicurezza, come vuole la legge. Ma è praticamente impossibile sapere con certezza come vengono utilizzati. Il sospetto è che, il più delle volte, servano alle amministrazioni locali per fare cassa e quadrare i bilanci.

La legge parla chiaro 

Il senatore Vincenzo Gibiino, componente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, ha presentato una interrogazione, sottoscritta da altri 56 colleghi, per chiedere chiarimenti ai ministri dei dicasteri Infrastrutture e trasporti e dell'Interno: "Sull'applicazione reale della legge che prevede l'utilizzo dei proventi delle sanzioni pecuniarie del Codice della strada per il miglioramento della sicurezza, il potenziamento dei servizi e la manutenzione delle strade, a tutela di tutti i cittadini".

Multe al raddoppio

Numeri alla mano, secondo quanto risulta dalla relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria degli enti locali, nel 2015 gli introiti delle multe hanno toccato quota 1.679,40 milioni di euro, il 45,6% in più rispetto al 2014. Il che, secondo Gibiino la dice lunga: "In un anno ogni italiano spende in media 28 euro in contravvenzioni, si tratta di soldi che i comuni, in ottemperanza all'articolo 208 del Codice, dovrebbero destinare per finalità connesse alla sicurezza, cosa che oggi accade solo in minima parte". Il senatore ricorda, tra l'altro, che se si tratta di multe comminate tramite autovelox, secondo l'articolo 142 del Codice, i proventi vanno destinate per intero a interventi per la salvaguardia della circolazione.

I comuni fanno cassa?

Ciò premesso, Gibiino e gli altri senatori firmatari del testo chiedono al Governo di "sensibilizzare gli enti locali, la cui violazione della legge produce un danno enorme, in termini di vite umane, di feriti e di costi sociali, affinché le regole siano pienamente rispettate, evitando così che le sanzioni si rivelino esclusivamente una modalità, ben poco virtuosa, per fare cassa".

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