Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 23:53

Mick Jagger: "pietra rotolante" a 4 ruote.

Giuseppe Cesaro ·

Ho una macchina nuova fiammante e voglio spingerla al massimo… la porterò a fare un giro in autostrada: voglio vedere quanto è in forma… Sollevala col crick, baby, coraggio: apri il cofano, voglio sentire se l’olio odora di buono: mmmm, sa di caviale… La spingerò oltre il limite… Sento il motore che gira: sì, ha proprio il ritmo giusto… Sinuosa come una pantera: puoi sentirla fare le fusa… Schiaccerò l’acceleratore a tavoletta e mi farò maltrattare… Ho una macchina nuova fiammante: guido nell’oscurità e credo che mi fermerò a ‘parcheggiare’.”

Sensuale, provocante, dirompente

L’auto come sinonimo di bellezza sensuale, provocante, dirompente, e la guida come metafora sessuale sono due tra gli stilemi più classici del linguaggio rock. Non stupisce, dunque, che il testo di questa “Brand New Car” (1994), firmata Jagger/Richards - cuori pulsanti dei Rolling Stones – lasci davvero poco all’immaginazione. Del resto Sir Michael Philip "Mick" Jagger (Dartford, 26 luglio 1943: 74 anni mercoledì scorso) – 16esimo tra i 100 migliori cantanti di sempre, secondo ‘Rolling Stone’ (la rivista) – è, forse dopo il solo Elvis, il frontman che più di ogni altro ha fatto del linguaggio del corpo – labbra, bacino, sguardi, movenze – il complemento perfetto, anzi il booster per esaltare, se possibile, ancora di più sound e ‘tiro’ di una band il cui nome, da 55 anni ormai, significa una cosa sola: grande rock’n’roll.

L’attore più grande di tutti

Truman Capote – uno dei più importanti scrittori americani del Novecento (“Colazione da Tiffany” e “A sangue freddo”, tanto per ricordare due capolavori) – inviato dalla rivista America a seguire il tour degli Stones del ‘72, non riesce a tirare fuori il pezzo che il magazine si aspetta, ma, intervistato da Andy Warhol, disegna un ritratto di Jagger di rara intensità e lucidità: “È affascinante, nel senso che è uno dei più grandi attori che io abbia mai conosciuto. Ha l’eccezionale qualità di essere perfettamente in grado di diventare completamente estroverso. Pochissime persone possono essere esclusivamente, assolutamente e completamente estroversi. È una cosa rara, delicata e insolita. Uscire fuori e Bam! E lui riesce a farlo a un livello incredibile. Ma la cosa che lo rende ancora più affascinante è il fatto che, quando tutto finisce, ritorna una persona riservata, sensibile e assai più matura dal punto di vista emotivo della maggior parte degli attori e degli intellettuali. È una delle pochissime persone che riesce a passare istantaneamente tra queste due diverse dimensioni. Sa come salire su un palco e trasformarsi in un grande showman, mettendo su uno spettacolo fantastico, il cui elemento vitale è l’energia.”

Senza patente

Impossibile elencare tutte le quattro ruote che hanno affascinato Sir Mick, così come è impossibile ricordare tutte le fiamme che ha scarrozzato in giro per il Pianeta. In oltre mezzo secolo di eccessi, infatti, il timido ragazzino della middle-class (padre insegnante, madre parrucchiera) - restio nel mostrare affetto, che non sopportava di essere spinto nel fango durante le partite di rugby e preferiva tenersi in disparte lontano dai guai - ha provato tutto e il contrario di tutto. Non mancano, però, le curiosità. Il giorno successivo all’uscita (16 aprile 1964) del primo album della band (“The Rolling Stones”), ad esempio, il ventunenne Mick viene arrestato per guida senza patente e senza assicurazione.

Attrazione fatale per la DB5

Un paio d’anni più tardi – fine agosto 1966 (il momento di massimo fulgore della ‘Swingin’ London’, animata da Beatles e Stones: amici in ‘casa’, rivali in ‘piazza’) – il nostro è al volante di una elegante Aston Martin DB6 (3.995 cc, 282 cavalli, 238 km/h, da 0 a 100 in 6,1 secondi), autentica auto-icona (anche Paul McCartney ne ha una identica), appena acquistata per 5mila sterline (l’equivalente di quasi 90mila sterline di oggi, poco più di 100mila euro al cambio di oggi). Sul sedile accanto a Jagger, la fidanzata dell’epoca, la prima di un’interminabile serie: Christine Shrimpton (sorella minore della modella Jean Shrimpton). All’improvviso, lungo Great Tichfield Street, nel cuore di Londra, la Ford Anglia della Contessa di Carlisle (ma secondo fonti meno ‘romantiche’ si tratta di un furgone che trasporta prodotti alimentari) prova una attrazione fatale per la DB6 blu-notte. Il ‘bacio’ è inevitabile. Per fortuna le velocità non sono elevate, nessuno si fa male e i danni alla prestigiosa ‘Bond-car’ sono minimi: poche centinaia di sterline.

Addio al celibato in Morgan

Bellissima – né c’era da dubitarne – la Morgan Plus 8 Roadster (3.532 cm3, 184 cavalli, 210 km/h di velocità massima, accelerazione da 0 a 100 in 6,6 secondi), al volante della quale la voce-simbolo delle ‘Pietre Rotolanti’ viene ‘paparazzata’ nei dintorni di St. Tropez. Sono i primi di maggio del 1971 e Mick si mette al volante di questa meraviglia inglese (solo 6mila esemplari in 36 anni di produzione: 1968-2004) per godersi gli ultimi giorni da scapolo, nel rilassante paesaggio del sud della Francia. Pochi giorni più tardi (12 maggio), infatti, sposerà la sua prima moglie Bianca Pérez-Mora Macias, 26 anni, figlia di un importante uomo d’affari e diplomatico del Nicaragua.

Pietra che rotola non fa muschio

I Beatles si sono sciolti da poco più di un anno (al matrimonio Paul e Ringo si terranno a distanza), gli Stones hanno, invece, appena cominciato la seconda delle loro (per ora) cinque decadi. Dai loro inizi ad oggi – la band che sembra dovere il proprio nome al titolo di un blues di Muddy Waters (“Rollin’ Stone”, 1950) probabilmente ispirato a un proverbio antichissimo (da taluni attribuito al drammaturgo romano Publilio Siro, I sec. a.C.) che recita “Pietra che rotola non fa muschio” - ha collezionato 30 album in studio, 23 live, 25 compilation e 120 singoli, vendendo oltre 250 milioni di dischi. Secondo ‘Rolling Stone’, i Rolling Stones – perdonate il gioco di parole - sono al 4° posto nella classifica dei 100 più grandi artisti di sempre, dietro soltanto a Beatles, Bob Dylan ed Elvis Presley. Niente male per il gruppo di un ragazzino timido e introverso, inconsapevolmente avviato sulla ‘via della perdizione’ dalla chitarra regalatagli dalla mamma di ritorno da un viaggio in Spagna e folgorato sulla via del R&R dal suo primo concerto - Buddy Holly, Woolwich, 1958 – quando aveva soli quindici anni.

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