Ultimo aggiornamento  19 marzo 2019 00:39

Sms alla guida, New York punta all'hitech.

Gloria Smith ·

Pugno di ferro contro messaggini e chat al cellulare durante la guida: mentre in Italia sono in arrivo sospensione della patente, decurtazione dei punti e multe più salate per chi viene trovato dalla Polizia con gli occhi sullo smartphone anziché sul volante, in America lo Stato di New York sta pensando di dotare gli agenti di una tecnologia chiamata Textalyzer, con cui si può facilmente scoprire se un guidatore coinvolto in un incidente stava utilizzando il cellulare poco prima del sinistro. In questo caso il deterrente agisce sul piano assicurativo: chi messaggia alla guida ha sempre torto e paga tutti i danni.

Tecnologia controversa

Il governatore dello Stato del Nord-est degli Usa, il Democratico Andrew Cuomo, ha discusso dell'applicazione del Textalyzer con il comitato sulla sicurezza stradale (Traffic Safety Committee). Se infatti tutti sono d'accordo sulla necessità di provvedere con urgenza ad arginare l'utilizzo dello smartphone in auto, applicare questa tecnologia solleva dubbi dal punto di vista del rispetto delle libertà civili. Il Textalyzer - così chiamato in analogia al Breathalyzer, l'alcol test - è un dispositivo che viene collegato al cellulare di una privato cittadino e rileva l'utilizzo di applicazioni come sms, email, chat, navigazione Internet. Verrebbe applicato solo per sinistri di grave entità.

Privacy a rischio?

I paladini della privacy si oppongono: perché mai la Polizia dovrebbe entrare nel nostro cellulare e vedere i nostri messaggi? Esiste già la possibilità di chiedere al giudice un mandato per "perquisire" lo smartphone, se la Polizia lo ritiene utile per risalire alle responsabilità. Chi è favorevole al Textalyzer, invece, nota che con questo dispositivo la Polizia non avrebbe accesso alle informazioni personali, come foto, email e cronologia della navigazione Internet, ma capirebbe solo se abbiamo usato il cellulare prima dell'incidente: non vedrebbe insomma che cosa abbiamo scritto e guardato, ma solo se lo abbiamo fatto. I detrattori ribattono: la distinzione non è così netta.

Mai più un caso come Evan

E' vero che il Textalyzer, sviluppato dall'azienda hitech israeliana Cellebrite, non è ancora pronto (la tecnologia sarà perfezionata tra alcuni mesi) ma tra i più convinti sostenitori c'è Ben Lieberman, un residente dello Stato di New York che ha perso il figlio Evan, 19 anni, in un incidente d'auto in cui il conducente, come ha scoperto la Polizia nel corso delle indagini, stava inviando messaggi mentre guidava. Ora il signor Lieberman è diventato uno sponsor del Textalyzer, ha lavorato con Cellebrite sul progetto e insiste che sicurezza e privacy sono perfettamente bilanciati in questo dispositivo.

Quanto "costa" inviare messaggi al volante

Nello Stato di New York, dal 2011 al 2015 si sono registrati 12 decessi e 2.784 feriti per incidenti d'auto causati dall'utilizzo del cellulare al volante (dati dell'Institute for Traffic Safety Management and Research). La Polizia statale ha inflitto in quei 4 anni 1,2 milioni di multe per uso del cellulare alla guida. Il problema, come sappiamo bene, è estremamente grave anche in Italia: Polizia e Carabinieri hanno fatto il 18% di multe in più nel primo semestre 2017 (32.373), rispetto allo stesso periodo del 2016, a automobilisti trovati a parlare o inviare messaggi. Secondo i dati ACI-Istat sugli incidenti stradali 2016 la distrazione contribuisce - insieme al mancato rispetto delle precedenze e all'alta velocità - al 41,5% dei sinistri rilevati nel nostro Paese. La chat può anche attendere.

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· di Redazione

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