Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2019 00:15

Toyota, questioni di cuore.

Gloria Smith ·

Gli incidenti d'auto causati da un malore del conducente possono essere evitati grazie alla tecnologia e Toyota è pronta a fare la sua parte per sviluppare sistemi in-car che salvino vite umane. Il Collaborative Safety Research Center della Casa giapponese, insieme ad alcune università americane, metterà a punto le tecnologie che, nelle smart car del prossimo futuro, segnaleranno l'approssimarsi di un infarto o un crollo del livello di zuccheri nel sangue. Toyota investirà in questo progetto 35 milioni di dollari di qui al 2021.

Campanello d'allarme

Autonoma o no, l'auto intelligente potrà nel prossimo decennio essere collegata con braccialetti e orologi hi-tech indossati dal conducente (i cosiddetti "wearable") che rilevano i parametri vitali, come il battito cardiaco. Toyota affinerà la tecnologia dei dispositivi indossabili insieme ad alcuni esperti. In particolare, con la University of Michigan, svilupperà uno standard tecnologico per tradurre le anomalie dell'elettrocardiogramma in un campanello d'allarme per un infarto. Occorrerà permettere al wearable di trascurare i rumori di fondo catturati mentre si è in strada, isolando il battito cardiaco: per questo gli scienziati useranno tecniche di machine learning e algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di elaborare modelli che separano e filtrano i rumori. Analogamente, con la University of Nebraska, Toyota studierà una tecnologia per la misurazione dei livelli di glucosio nel sangue: nel caso di un calo drastico, che può portare allo svenimento, partirà il segnale d'allarme

Negli Usa 26.000 incidenti "evitabili"

Dati della National Highway Traffic Safety Administration americana indicano che solo l'1,3% degli incidenti d'auto negli Stati Uniti nel 2009 è stato causato da malori, ma si tratta comunque di oltre 26.000 sinistri. Le emergenze mediche legate a incidenti su strada sono molteplici (infarti, ictus, attacchi epilettici, sincopi e così via); Toyota indica, però, che l'individuazione di un infarto o di una crisi ipoglicemica - responsabili rispettivamente dell'11% e del 20% degli incidenti di questo tipo negli Usa - è il punto di partenza perché il rilevamento è meno complesso.

Standard aperto

Una volta che il Collaborative Safety Research Center avrà messo a punto gli standard tecnologici si potranno avviare i test su pazienti cardiopatici e diabetici; l'obiettivo ultimo è creare sistemi di sicurezza on-board per tutte le auto per la prevenzione delle emergenze mediche. Per questo Toyota non terrà per sé i risultati, ma li metterà a disposizione di tutte le case automobilistiche e della comunità scientifica. "Ci faremo trovare pronti", dice Chuck Gulash, direttore del Collaborative Safety Research Center di Toyota, "quando sul mercato arriveranno dispositivi wearable più affidabili e algoritmi di intelligenza artificiale ancora più avanzati".

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