Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 04:40

Italia, allarme auto.

Paolo Odinzov ·

669.795 unità: è questo il numero dei veicoli rubati e spariti nel nulla negli ultimi dieci anni in Italia. Se dal 2007 si è assistito a un confortante calo dei furti, parallelamente è diminuito il numero dei recuperi e dopo 36 ore sembra essere sempre più difficile ritrovare la vettura sottratta. I dati, allarmanti, emergono dallo studio “L’evoluzione dei furti d’auto”, elaborato dalla società americana LoJack, parte del colosso telematico CalAmp, specializzato nel rilevamento e recupero di beni rubati. Dell’analisi è emerso anche come siano cresciuti i cosiddetti furti parziali, ovvero quelli di parti dell’auto: primi fra tutti navigatori satellitari, pneumatici, volanti multifunzione, fari a led e batterie dei modelli ibridi.

Italia a rischio

La spiegazione del trend negativo, secondo gli esperti della LoJack, va individuata nelle difficoltà che hanno le Forze dell’Ordine, anche a causa dei continui tagli di fondi e risorse, nelle attività di contrasto del business criminale. Un business che ruota intorno ai furti e che vede nell’Italia uno dei principali paesi europei di approvvigionamento delle auto e pezzi di ricambio destinati al mercato nazionale o estero. Su 1.259.000 veicoli rubati in totale nell’arco di tempo dal 2007 al 2016 solo 589.206 sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Passando da una percentuale di ritrovamento dal 53% (2007) al 44% dello scorso anno.

Primato a Lazio e Campania

Tra le regioni con più di 1.000 furti, in Emilia Romagna è stato recuperato l’84% dei veicoli rubati, in Toscana il 74%, Piemonte il 54% e Sardegna 54%. Lazio e Campania, con tassi di recupero rispettivamente al 32% e 33%, si confermano le aree maggiori a rischio furto (23.000 e 17.630 episodi registrati) e quelle entro le quali è più difficile rinvenire le auto. Non si discostano dalla media nazionale dei ritrovamenti (44%), Sicilia (42%), Lombardia (46%) e Puglia (46%).

Dove e come

Stando sempre allo studio della LoJack, il 73% delle automobili nel nostro Paese vengono rubate sulle strade pubbliche, l’11% tramite la sottrazione delle chiavi per furto in casa o rapina, il 7% nei parcheggi a pagamento o dei centri commerciali, il 6% nei box privati e il 3% durante la marcia con rapina a mano armata.

Giro d'affari

Parallelamente all’evoluzione delle Case automobilistiche sul fronte della sicurezza si è assistito alla “nascita di vere e proprie organizzazioni criminali - rivelano gli esperti - in grado di operare anche all’estero e che utilizzano sofisticate tecnologie per disattivare i sistemi di protezione". Basti pensare che sono circa 40 mila le vetture rubate ogni anno nel Vecchio Continente utilizzando mezzi elettronici, per un giro d’affari stimato intorno agli 80 milioni di euro.

Metodi hi-tech

Tra i dispositivi hi-tech, quelli di riprogrammazione delle chiavi sono al momento i più utilizzati, oltre ai jammer che mettono fuori uso gli antifurto satellitari e rendono invisibile l’auto dopo il prelevamento. “In Italia stiamo assistendo a una continua evoluzione del fenomeno furti” – dice Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia - con una decisa accelerazione delle attività che seguono l’atto criminale. E’ quindi necessario dotarsi di strumenti di supporto efficaci come l a tecnologia in radiofrequenza, non schermabile e in grado di trasmettere anche all’interno di container o nei garage sotterranei.

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