Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 16:50

Musk, dalla Casa Bianca ok all'Hyperloop.

Paolo Borgognone ·

Elon Musk ne ha combinata un'altra delle sue. E l'ha fatto, come spesso gli succede, su Twitter, uno dei suoi mezzi di comunicazione preferiti. Nel tardo pomeriggio di giovedì, sul suo profilo, l'imprenditore di origine sud africana ha scritto semplicemente, "ho appena ricevuto verbalmente un'approvazione governativa per la costruzione di un Hyperloop sotterraneo che colleghi New York, Filadelfia, Baltimora e Washington. Da New York a Washington in 29 minuti". Per coprire la distanza tra la Grande Mela e la capitale federale, oggi ci vogliono circa 3 ore e mezza di treno. Il tunnel ad altissima velocità di Musk, ridurrebbe quindi ad un settimo i tempi di percorrenza.

Chi paga?

Inutile dire che il tweet ha scatenato un putiferio di domande, dubbi e richieste di precisazioni. Sono stati in molti a chiedere a Musk da chi avesse avuto l'ok, chi avrebbe pagato, quanto sarebbero durati i lavori e che tipo di mezzi verrebbero usati dentro il tunnel, una volta costruito. Non è mancata l'ironia di chi ha fatto notare che 29 minuti sono molti meno di quanto non serva per attraversare Manhattan in metropolitana.  

Da parte sua il Ceo di Tesla - che è anche a capo della Boring Co., una società specializzata proprio in tunnel iperveloci come l'hyperloop, fondata per costruirne uno che passi sotto Los Angeles collegando il centro cittadino all'aeroporto - non ha dato risposte. Contribuendo così ad accrescere la curiosità.

New York prende le distanze 

Intanto, mentre media e privati cittadini si interrogavano su questa storia, sono cominciate ad arrivare le reazioni ufficiali. Eric Phillips - che è il capo della comunicazione per il sindaco di New York, Bill de Blasio - ha twittato a sua volta: "Al municipio questa notizia giunge nuova". E poco dopo, tanto per ribadire il concetto, ha scritto: "Tutto quello che sappiamo della proposta del signor Musk è scritta nel suo tweet. Non è questo il modo in cui valutiamo i progetti, su qualsiasi scala". 

La risposta è a Washington 

E' stato l'organo di informazione Bloomberg a dare - nella tarda serata americana - una risposta a molte domande. Pare, infatti, che il tweet di Musk sia stato originato da una "promettente conversazione" avuta con qualcuno alla Casa Bianca. Il portavoce della amministrazione Trump non ha voluto scendere in particolari ma ha genericamente parlato dell'impegno del governo federale "a seguire progetti di infrastrutture innovativi. Le migliori soluzioni, sono arrivate spesso dal settore privato". 

"Fallo in Texas"

Poco dopo lo stesso Musk è sembrato fare marcia indietro, parzialmente almeno, con un altro tweet: "Se volete che succeda presto, fatelo sapere ai vostri rappresentanti eletti, sia locali che federali. Che lo sentano da voi fa una grande differenza". Intanto però c'è anche chi prende la palla al balzo per suggerire alla Boring Company di allargarsi su altri territori. E' il caso di Joaquin Castro, parlamentare democratico texano di San Antonio, che ha a sua volta risposto su Twitter a Musk con un laconico ma significativo: "Costruiscilo in Texas". 

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