Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 00:24

Ferrari F40, il mito compie trent'anni.

Paolo Odinzov ·

La Ferrari F40 compie trent’anni. Presentata il 21 luglio 1987 al Centro Civico di Maranello, dove oggi sorge il Museo Ferrari, la supercar di Maranello - realizzata per celebrare il 40° anniversario della Casa -fu l’ultima vettura a portare la “firma” del fondatore.

Capolavoro, quasi una scultura

Massima espressione della tecnologia di cui disponeva al tempo il Cavallino Rampante, la F40 segnò all’esordio anche un ritorno alle origini, quando le vetture da competizione erano le stesse di quelle guidate su strada. Derivata della 308 GTB e dal prototipo 288 GTO Evoluzione, si pose nel mercato come un capolavoro di ingegneria e di stile, con dotazioni allora mai viste su una vettura della categoria. A cominciare da quelle meccaniche, fino alla struttura: quasi una scultura costituita di materiali “preziosi”.

Leggera e velocissima

Basti pensare che il motore, un 8 cilindri biturbo da 478 cavalli basato su quello della 288 GTO Evoluzione e siglato F 120 A, permise alla F40 di essere la prima Ferrari stradale a superare i 320 km/h. Mentre l’ampio impiego di magnesio, utilizzato ad esempio sulla coppa dell’olio, coperchi teste, collettori di aspirazione e campana del cambio, consentì di contenere al massimo il peso dell’auto a vantaggio delle prestazioni.

Progetto blindato

Per festeggiare questa leggenda dell’automobilismo, Ferrari ha raccolto i ricordi di tre dei suoi artefici: Ermanno Bonfiglioli, allora Responsabile Progetti Speciali, Leonardo Fioravanti, che per Pininfarina lavorò al design, e il collaudatore Dario Benuzzi. “Non ho mai vissuto una presentazione come quella della F40 – ha rivelato Bonfiglioli - quando, tolto il telo dalla vettura, la sala fu percorsa da un brusio seguito da un fragoroso applauso. Nessuno, se non gli stretti collaboratori di Enzo Ferrari, l’aveva ancora vista. L’iter di sviluppo e sperimentazione era stato avvolto infatti da una segretezza insolita all’interno dell’azienda. E la sorpresa per un simile salto stilistico fu quasi uno shock”.

Aerodinamica da jet

“Quando Enzo Ferrari chiese il mio giudizio sula 288 GTO Evoluzione, ha commentato Fioravanti - che per problemi regolamentari non entrò in produzione, non nascosi il mio entusiasmo di pilota amatoriale per l’accelerazione strepitosa dei suoi 650 cavalli. Fu allora che il Commendatore mi parlò del suo desiderio di ripartire da quel progetto per produrre una vera Ferrari. Sapevamo, come sapeva lui per primo, che sarebbe stata la sua ultima automobile e ci buttammo a capofitto sul lavoro. L’ottimizzazione aerodinamica fu oggetto di un’approfondita ricerca in Galleria del Vento, per ottenere i coefficienti adatti alla Ferrari stradale più potente di sempre

Senza compromessi

“La guidabilità dei primi prototipi che anticiparono la F40 era scarsa - ha ricordato Benuzzi – fu necessario sottoporre a innumerevoli test ogni aspetto della macchina: dai turbocompressori all’impianto frenante, dagli ammortizzatori agli pneumatici. Il risultato fu un eccellente carico aerodinamico e un’alta stabilità anche a velocità estreme. Ottenemmo esattamente la vettura che volevamo, con pochi comfort e senza compromessi: priva di servosterzo, servofreno e dispositivi elettronici per un’esperienza di guida unica. La precisione della sterzata, la tenuta stradale, la potenza dei freni e l’intensità dell’accelerazione raggiunsero livelli allora ineguagliati per un’auto stradale”. Livelli che ancora oggi spaventano e levano il fiato a chi si mette al volante della F40 che ha scritto una pagina importante non solo nella storia della Ferrari, ma anche in quella dell’auto. Diventando nel tempo, questa supercar, una delle Rosse più ambite dai collezionisti di tutto il mondo.

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