Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2019 17:51

Silverstone, la velocità torna a casa.

Colin Frisell ·

LONDRA - Che fatica essere inglesi questo week end. Non solo perché farà caldo - per noi i 25 gradi previsti qui a Londra nel fine settimana sono tanti - ma perché in contemporanea si svolgeranno due eventi che, come spesso succede nel Regno Unito, vanno molto oltre la cronaca sportiva: la finale del torneo maschile di Wimbledon (maledetta anca che ci ha privato del nostro campione Andy Murray) e il Gran Premio di Inghilterra a Silverstone

Una pista che fa storia

Lasciamo i prati verdi, il dress code rigorosamente in bianco e le tonnellate di fragole con la panna agli amanti del tennis e spostiamoci 90 chilometri a nord della capitale, utilizzando la M40 o la M1, le due principali autostrade che vanno in quella direzione, e poi la A43 fino alla località di Towcester, Northamptonshire, Midland orientali. Praticamente al centro dell'Inghilterra. Qui sorge dal 1948 il circuito di Silverstone e qui arriveranno migliaia di appassionati dei motori per assistere al Gran Premio di Formula 1. Con un po' di tristezza nel cuore, visto che già sappiamo che il contratto con l'organizzazione del mondiale finirà nel 2019 e difficilmente verrà rinnovato. Un altro pezzo di storia che se ne va. 

Ma a proposito di storia vediamo di ripercorrere quella di Silverstone, attraverso gli eventi salienti e i personaggi più noti che hanno fatto di questo ex piccolo aeroporto militare formato da tre piste - uno dei tanti che vennero costruiti per sostenere lo sforzo bellico della Raf contro i raid tedeschi durante la seconda guerra mondiale - un tempio della velocità su quattro ruote

Prima vittoria italiana

Il primo dei nomi che citeremo è ignoto ai più: James Wilson Brown era un contadino della zona, diventato dipendente del Royal Automobile Club, l'ACI delle nostre parti. A Mister Brown venne dato l'incarico di trasformare - in due mesi - le piste di aviazione in un circuito. Era il 1948. Il 2 ottobre di quell'anno 100.000 persone assistettero alla prima gara a Silverstone per vedere il trionfo di un signore milanese, Luigi "Gigi" Villoresi che si impose su altri 22 partenti a bordo di una Maserati. La leggenda era iniziata.

Il Re applaude l'Alfa Romeo

Il 13 maggio del 1950 Silverstone apre i battenti per il Gran Premio di Gran Bretagna, il primo appuntamento sul suolo inglese inserito nel calendario della Formula 1. Fu tripletta Alfa Romeo, con Nino Farina primo, Luigi Fagioli secondo e il nostro Reg Parnell - pilota nativo di Derby - al terzo posto. Ma fu soprattutto l'unico Gp inglese a cui assistette la famiglia reale, con in testa il Re Giorgio VI e sua moglie, Elizabeth, i genitori della attuale Regina Elisabetta II

L'ultimo diventa primo

1960, 16 luglio. Al via Graham Hill, pilota inglese, è secondo in griglia. Ma la sua Brm stalla in partenza e l'allora 31enne di Hampstead si ritrova ultimo. In breve, però, inizia una clamorosa rimonta che lo porterà a superare tutti gli altri concorrenti in pista fino a ritrovarsi in testa. A cinque giri dalla fine, però, alla curva Copse, Hill va in testa coda e lascia la vittoria all'australiano Sir John Arthur Brabham. La famiglia Hill si prenderà la sua rivincita solo nel 1994 quando, davanti agli occhi della Principessa Diana Spencer, Damon Hill - il figlio di Graham - trionferà nella gara di casa.

Curva troppo veloce

Quando gli organizzatori del British Gran Prix del 1975 vedono la Lotus con motore Ford Cosworth dello svedese Ronnie Peterson sfilare sulla curva Woodcote a più di 240 chilometri orari, decidono che è arrivato il momento di intervenire. In quel punto verrà piazzata una chicane. La gara del 1975 - interrotta al 55esimo giro per la pioggia - vide una doppietta brasiliana, con Fittipaldi su McLaren davanti a Carlos Pace su Brabham. Quella fu anche la prima gara in cui la partenza venne data - sperimentalmente - con un semaforo. Fino a quel momento il via era segnalato sventolando la bandiera del Paese ospitante. 

Senna, nella tempesta

Il Gp del monsone: così in molti ricordano la gara del luglio 1988, disputata in condizioni climatiche impossibili. Che permisero, però, al mondo intero di scoprire il coraggio infinito, la classe superiore e le capacità quasi paranormali al volante, di Ayrton Senna da Silva. Al suo primo anno in McLaren, dopo aver guidato Toleman e Lotus, il paulista parte terzo, dietro le Ferrari di Berger e Alboreto. Ma al 14esimo giro saluta tutti e - praticamente senza visibilità - se ne va. Sul traguardo precederà di oltre 23 secondi l'idolo locale Nigel Mansell, a sua volta un maestro sul bagnato, e di quasi un minuto Alessandro Nannini su Benetton Ford. 

L'epopea di Lewis

Il 6 luglio 2008, l'Inghilterra abbraccia un suo figlio di nuovo sul gradino più alto del podio. Lui si chiama Lewis Carl Davidson Hamilton, è di Stevenage ed è destinato a battere tutti i record di pole position, giri veloci e vittorie in Formula Uno, rivaleggiando ad armi pari col più grande di sempre, Michael Schumacher. Quel 6 luglio tanto per cambiare piove a dirotto ma al ragazzo dell'Hertfordshire alla guida di una McLaren proprio non interessa: alla fine taglierà il traguardo precedendo il secondo arrivato, Nick Heidfeld, di 68 secondi. 

La storia in un app

Ci siamo divertiti a fare un viaggio su e giù nel tempo per raccontare alcune delle vicende di Silverstone. Ma la storia di questo circuito è molto di più delle pillole che avete appena letto. Se volete saperne di più è stata creata una app - disponibile sulle piattaforme principali - che si chiama Brdc Silverstone Heritage e che  vi riempirà di dati, racconti, personaggi passati per questo luogo magico nei suoi oltre 70 anni di storia. 

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