Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 01:32

Livatino, l'auto per non dimenticare.

Paolo Borgognone ·

La Ford Fiesta su cui il giudice di Agrigento Rosario Angelo Livatino viaggiava il giorno della sua uccisione - avvenuta il 21 settembre del 1990 - diventa di "interesse culturale".

Lo ha proposto la soprintendenza ai beni culturali della città siciliana nella quale Livatino - originario di Canicattì - si recava ogni mattina per svolgere il suo lavoro di giudice a latere presso il tribunale. L'agguato mafioso avvenne sulla Statale 640 che collega Caltanissetta con Porto Empedocle in località Gasena. L'auto del 38enne magistrato siciliano venne speronata da un'altra vettura con a bordo un commando di 4 persone: pur ferito ad una spalla, Livatino cercò rifugio nei campi che costeggiano la strada ma venne raggiunto e freddato. 

Progetto educativo

Il provvedimento di tutela dell'auto - che appare sia nel film "Il giudice ragazzino" di Alessandro De Robilant del 1994 che nelle altre due pellicole dedicate alla vita di Livatino, "Testimone a rischio" del 1996 e "Luce verticale" del 2007 - è stato avviato in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Agrigento e gli alunni del liceo classico Empedocle della città siciliana, nel quadro del progetto "Alternanza scuola lavoro".

Carlo Vermiglio, assessore regionale ai beni culturali e all'identità siciliana, ha dichiarato: "Come già il casolare dove venne ucciso Peppino Impastato, così la dimora della famiglia del giudice Livatino a Canicattì e la sua auto, assumono un altissimo valore simbolico e sono preziose testimonianze della storia collettiva nella lotta alla criminalità organizzata. Per questo è doveroso serbarle dall'oblio".

Tag

Agrigento  · Rosario Livatino  · SS 640  · 

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

Il 23 maggio, a venticinque anni dalla strage di Capaci, la vettura del magistrato ucciso dalla mafia, tornerà nel capoluogo siciliano. Prima un tour attraverso l'Italia

· di Paolo Borgognone

Da Caltanissetta a Porto Empedocle 75 chilometri per ricordare i grandi autori che hanno raccontato la terra di Sicilia. Tributo anche alle vittime di mafia