Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 16:56

Fiat Cabriolet, le spider per tutti.

Massimo Tiberi ·

Spider. Status symbol degli anni Sessanta. Desiderio, espresso o meno, di giovani e non solo. Italia compresa che poi, con il passare del tempo, preferirà creare altri miti. All'epoca nulla resiste al fascino di “scoperte” come l’Alfa Romeo Giulietta o le inglesi MG e Triumph, vetture riservate ad un mercato d’élite eppure capaci di calamitare attenzione di massa in una fase di crescita esponenziale della motorizzazione nel nostro Paese. La Fiat, soprattutto con le sue utilitarie, è la protagonista principale di questo momento d’oro dell’industria automobilistica nazionale e non può lasciare completamente campo libero alla concorrenza in settori che contribuiscono anche a rafforzare l’immagine dei costruttori.

Anni '50: si parte

Già nel 1955 era apparsa la TV Trasformabile, due posti a “cielo aperto”, realizzata dal reparto Carrozzerie Speciali della Casa torinese utilizzando la base tecnica della versione più spinta della berlina 1100, seguita da un successivo modello equipaggiato con il motore della 1200 Granluce, senza però andare oltre, almeno dal punto di vista commerciale, una pura testimonianza nella categoria.

La firma di Pininfarina

Il Salone di Ginevra del 1959 segna invece il debutto, con maggiori ambizioni, della 1200 Cabriolet (si preferisce questo termine, se vogliamo meno sportivo, ma siamo di fronte ad una spider a tutti gli effetti),  firmata dalla Pininfarina puntando sulla sobrietà nel design rispetto alle scelte fatte dalla stessa carrozzeria per la più aggressiva Giulietta. D’altra parte, con i 58 cavalli del quattro cilindri sempre ereditato dalla Granluce, la debuttante non può vantare prestazioni eclatanti e lo schema tecnico è dei più convenzionali, con sospensioni posteriori a ponte rigido, freni a tamburo e cambio a quattro marce con prima non sincronizzata.

La "nuova" 1500

Soltanto a pochi mesi di distanza dal lancio, alla 1200 si affianca una 1500 di caratura assai diversa, grazie al motore di nobili origini Osca (Officine Specializzate Costruzione Automobili ), azienda fondata dai fratelli Maserati nel 1947, dieci anni dopo la cessione del marchio del Tridente alla famiglia Orsi. La Cabriolet Fiat acquista dunque un raffinato bialbero, di derivazione agonistica, da 80 cavalli per una velocità superiore ai 170 km/h, contro i 145 della sorella minore, e la possibilità di competere con la rivale Alfa Romeo. Ma neanche il prezzo particolarmente favorevole (la 1200 costa 1.420.000 lire, la 1500 1.800.000, meno di qualsiasi concorrente) e l’indubbia eleganza fanno veramente decollare le vendite, che resteranno un po’ ai margini della categoria nonostante l’evoluzione del prodotto.

Le novità meccaniche

Modesti, nel tempo, gli interventi estetici e di allestimento, ma in materia di meccanica arriveranno i freni a disco, il servofreno e il cambio a cinque marce sincronizzate per l’intera gamma, mentre il 1200 sarà sostituito nel 1963 dal 1500 ripreso dalla contemporanea berlina Fiat di gamma media (72 e poi 75 cavalli) e il motore Osca salirà a 1600 per 90 cavalli nel 1962. Pininfarina proporrà anche belle varianti coupé che, comunque, non incideranno troppo sui valori di produzione, intorno alle 45.000 unità complessive fino al 1965, e la Cabriolet darà strada, un anno dopo, alla più fortunata 124 Spider.

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