Ultimo aggiornamento  01 novembre 2020 00:28

Volkswagen, 40 Gigafactory per l'elettrica.

Patrizia Licata ·

La produzione in grandi volumi di veicoli elettrici non potrà avvenire senza un numero sufficiente di batterie. I numeri forniti dal gruppo Volkswagen danno la misura di quanto grande potrebbe essere l'ostacolo per la diffusione di veicoli a zero emissione: entro il 2025 serviranno batterie a ioni di litio per una capacità aggiuntiva - rispetto alla attuale - equivalente a 40 Gigafactory di Tesla.

La moltiplicazione di Eichhorn

Le previsioni del gruppo numero uno mondiale dell'auto, espresse dal suo capo della Ricerca e sviluppo Ulrich Eichhorn, tengono conto delle strategie dei grandi costruttori globali che stanno virando verso il mercato delle elettriche. Per la sola Volkswagen, un anno fa Eichhorn prevedeva un fabbisogno pari a 150 gigawattora di elettricità nel 2025, ma ora il top manager pensa che al gruppo occorreranno più di 200 gigawattora, visto che l'obiettivo è di arrivare nel 2025 a coprire con le auto a batteria un quarto del volume totale di vendita del gruppo.

Se tutti i costruttori d'auto fisseranno un obiettivo analogo - 25% delle vendite da veicoli elettrici per il 2025 - l'industria globale avrà bisogno di batterie per una capacità complessiva di oltre 1,5 terawattora: visto che la Gigafactory Tesla ha una capacità produttiva annuale di 35 gigawattora di celle a ioni di litio, serviranno più di 40 stabilimenti di uguale portata.

Elettriche boom

Numeri supportati anche dall'ultimo studio di Bloomberg New Energy Finance che presenta calcoli solo poco più prudenti: le auto elettriche rappresenteranno il 35% delle vendite di nuovi veicoli nel 2040, per quell'anno la flotta globale di vetture a batteria conterà 530 milioni di veicoli e sarà elettrificato il 67% delle nuove auto vendute in Europa, il 58% di quelle vendute negli Usa il 51% di quelle vendute in Cina. Già nel 2030, stima Bloomberg, i costruttori avranno bisogno dell'equivalente di almeno 35 Gigafactory per soddisfare la domanda di batterie. 

Germania all'attacco

La Germania si rimbocca le maniche per contribuire - almeno in parte - a rifornire la sua industria automobilistica. Daimler ha avviato i lavori per una fabbrica di batterie a 130 km da Berlino col contributo di 500 milioni di euro di fondi pubblici, mentre Bosch sta valutando di aggiungere la produzione di batterie alle sue attività. Se lo farà, il fornitore tedesco punterà sulle batterie di nuova generazione, basate su celle allo stato solido (le attuali batterie a ioni di litio generano la corrente utilizzando elettroliti liquidi), che garantiscono tempi di ricarica veloci, dimensioni contenute, maggiore efficienza e più sicurezza, come riferito da Bosch Mobility Solutions a Automotive News Europe.

Anche alla Volkswagen si lavora su batterie di nuova generazione, che forniscono prestazioni migliori e hanno una densità delle celle maggiore: ciò rende necessarie meno fabbriche per produrre la stessa capacità. Ma non è per l'immediato futuro: ci vorranno dieci, forse quindici anni, perché queste nuove batterie siano pronte per il mercato. E nel frattempo la "voglia" di batterie è destinata a crescere.

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