Ultimo aggiornamento  19 agosto 2019 22:33

Vespa "sei giorni", tra sport e mito.

Antonio Vitillo ·

Piaggio presenta la "Sei Giorni", ennesima rivisitazione di quel mito assoluto dell'italianità - riconosciuto nel nostro Paese quanto all'estero - che risponde al nome di Vespa. Pronunciandolo è inevitabile, ma anche immensamente piacevole, rituffarsi nella storia, insieme ad un mezzo che - dal 1946 - ha attraversato, condizionandoli positivamente, la vita e i costumi del Belpaese. Ma che non ha tralasciato di compiere imprese sportive.

Successo sportivo 

Il nuovo modello “Sei Giorni” è una rivisitazione di quel 125 pressappoco identico alla versione di serie che, nel 1951, partecipando a Varese all’omonima massacrante gara internazionale di regolarità, vinse sorprendentemente sulle più attrezzate moto da off road. Furono nove le medaglie d’oro individuali conquistate, un successo grandioso per un modello fin lì ritenuto prettamente “ricreativo”. Una bella risposta a chi credeva che il massimo possibile per una Vespa fosse una passeggiata per la città, magari cavalcata da Gregory Peck ed Audrey Hepburn, i protagonisti del leggendario "Vacanze romane”, il romantico film che contribuì a rendere la Vespa l'ambasciatrice dell'Italian Style nel mondo, un Colosseo su due ruote.

Motore più potente di sempre

La nuova Vespa “Sei Giorni” ha il faro sul parafango anteriore e, come in quella versione “da corsa”, un’evidente tabella portanumero a fondo nero, dettaglio che arriva direttamente dalla Squadra Corse Piaggio degli anni ’50. Questa moderna rivisitazione è su base GTS, con la scocca in acciaio ed il più potente motore mai montato su una Vespa. Si tratta del monocilindrico di 300 centimetri cubici, con distribuzione a 4 valvole e alimentato a iniezione elettronica. Omologato Euro 4, sviluppa 21,2 cavalli, potenza degna di uno scooter che, oltre lo stile, ha pure l’anima racing. L’impianto frenante a disco adotta il sistema Abs. A richiamare il modello di origine c’è pure il caratteristico manubrio realizzato in essenziale tubo metallico e che al centro monta uno strumento circolare che comprende il tachimetro e l’indicatore di livello del carburante, entrambi analogici e su fondo bianco. Un piccolo display digitale fornisce le principali informazioni di servizio.

Special Edition

Alla livrea verde, che richiama quella dell’epoca, fanno buon contrasto i dettagli in nero, come i cerchi ruota ed il silenziatore di scarico. Anche il cupolino è brunito, mentre alcuni altri particolari sono in rosso. Il vano sottosella è di dimensioni generose; la seduta, come da tradizione Vespa, è così comoda da favorire la posizione di guida più congeniale al pilota, cosa frutto anche della proverbiale buona ergonomia. La Vespa “Sei Giorni” ha, nel cassetto retro scudo, la presa di ricarica Usb, mentre gli indicatori di direzione anteriore integrano alcuni Led che fungono da luci di posizione diurne. Come successe per il modello del ’51, questa “replica” è in edizione numerata, esclusività riportata in una targhetta “Special Edition” posta sul controscudo frontale. La serie di accessori è più che nutrita, si va dal bauletto al “Vespa Multimedia Platform”, applicazione che mette in comunicazione lo smartphone alle funzioni vitali di Vespa. La nuova “Sei Giorni” sarà commercializzata da fine luglio al prezzo di 6.290 euro.

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