Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 12:36

Brescia pedala sulla mobilità.

Marina Fanara ·

Oltre 15 chilometri di nuove ciclabili e riqualificazione della rete di piste già presenti sul territorio, bonus da spendere in car sharing per chi decide di rinunciare all'auto di proprietà, ulteriori postazioni di bici condivisa nelle stazioni della metropolitana e nuovi treni suburbani dedicati alle migliaia di pendolari che dalla provincia ogni giorno entrano ed escono dalla città. Sono solo alcuni degli interventi già programmati dal Comune per fare di Brescia un'area urbana dove lo spazio, promette Federico Manzoni, assessore alla mobilità, "sarà equamente condiviso tra tutti i cittadini, automobilisti, pedoni e ciclisti".

Il fenomeno pendolari

"Il nostro piano di mobilità sostenibile", ci spiega l'assessore, "comprende una serie di iniziative. Abbiamo capito che per il nostro territorio serve un insieme di misure, perché se a Brescia vivono 'solo' 200 mila persone, altrettante ne entrano ed escono ogni giorno provenienti dalla provincia. È un enorme pendolarismo, paragonabile a città metropolitane del calibro di Bologna e Firenze, che si muove prevalentemente in auto. Abbiamo pianificato provvedimenti ad hoc proprio per allentare la morsa del traffico".

Più piste, più bici

La mobilità ciclabile è uno dei punti più qualificanti. "La premessa", sottolinea Manzoni, "è che l'uso della bici non debba essere limitato al tempo libero, ma deve diventare una consuetudine per spostarsi in città. Tanto più considerando che il 60% degli spostamenti dei bresciani avviene su distanze inferiori ai 5 chilometri e il 40% non supera i 3: tragitti che possono essere percorsi tranquillamente in bicicletta". Ecco perché la giunta ha appena approvato una delibera per completare il programma "Più Bici": si tratta della costruzione di ulteriori 15 chilometri di piste ciclabili, mentre sui 100 chilometri già esistenti sono previste importanti opere di riqualificazione e messa in sicurezza.

Bike sharing, mon amour

"Il potenziamento delle infrastrutture ciclabili", precisa l'assessore, "è l'intervento più importante degli ultimi 10 anni per la nostra Amministrazione, sul quale saranno investite risorse altrettanto importanti: 2 milioni e 300 mila euro, di cui 1,5 milioni di fondi europei e i restanti 800 mila del Comune. Inoltre, si tratta di opere fondamentali e propedeutiche all'ulteriore sviluppo del bike sharing in città". Si chiama BiciMia ed è molto gettonato tra i bresciani, tanto che la città è la prima in Italia per rapporto tra numero di abitanti e biciclette a disposizione: circa 600 mezzi e un totale di 73 postazioni, di cui una ventina presso le fermate della metropolitana.

In provincia vince il treno  

Per rendere più sostenibile la mobilità con l'hinterland, invece, il Comune ha in programma una rete di collegamenti ferroviari suburbani. "Saranno treni leggeri", ci dice l'assessore, "che organizzeremo in modo che chi arriva in città possa agevolmente proseguire il viaggio fino a destinazione in maniera integrata ad altre modalità: mezzi pubblici, bike o car sharing. L'auto condivisa è un altro tassello importante del nostro programma, perché da quando il servizio è passato sotto la gestione di Brescia Mobilità, la municipalizzata del trasporto pubblico, sta crescendo a ritmi sostenuti. Tanto che abbiamo aderito al programma già avviato in altre città lombarde, Milano capofila, che prevede bonus da spendere in car sharing per chi decide di rinunciare all'auto di proprietà". 

Precedenza ai bambini

"L'ideale", conclude l'assessore Manzoni, "sarebbe quello di avere una città completamente libera dalle auto e dall'inquinamento. Sarà difficile raggiungere questo traguardo in tempi brevi, ma nel frattempo abbiamo reso ancora più stringenti le limitazioni per l'accesso alla Ztl che copre tutto il centro storico. In più, dopo una fase di concertazione con gli abitanti, abbiamo in cantiere altre 7 "zone 30" in aree particolarmente sensibili al traffico e, per salvaguardare la salute dei più piccoli, un'altra nostra priorità è la costruzione di percorsi protetti a piedi e in bici: il tasso di mobilità più insostenibile in assoluto è proprio quello intorno alle scuole".

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