Ultimo aggiornamento  25 maggio 2019 15:45

Autovelox, contro gli abusi.

Marina Fanara ·

"Fermo restando il sacrosanto rispetto delle regole, soprattutto sulla sicurezza, è lecito sospettare che troppo spesso l'uso dell'autovelox serva ai Comuni più per far quadrare i loro bilanci che come strumento di prevenzione e repressione". Chiede chiarezza il senatore di Forza Italia Vincenzo Gibiino, capogruppo in commissione Lavori Pubblici competente in materia di trasporti e correlatore al ddl di riforma del Codice della strada, che sull'annosa e irrisolta questione dell' "automobilista usato come bancomat ogni qualvolta c'è bisogno di fare cassa", ci dice, presenta un'interrogazione al governo.

Contravvenzioni in crescita

A far riflettere, secondo Gibiino, sono alcuni numeri sulle sanzioni al Codice relativi al 2014 e al 2015, i più dettagliati rispetto alle rilevazioni precedenti. Ebbene, la maggior parte delle multe sono state elevate dalle polizie municipali (in media 84 su 100, contro 12 della Stradale e 4 dei Carabinieri). L'eccesso di velocità è al terzo posto per numero di contravvenzioni (15% sul totale, dopo divieto di sosta e Ztl che insieme rappresentano il 70%), peraltro in progressiva crescita in Italia contrariamente a quanto accade nel resto d'Europa (+15% dal 2010 al 2015).

Missione fallita

"Tanto basta", sottolinea il senatore, "per fare alcune considerazioni. Se nonostante le multe, gli automobilisti che superano i limiti continuano ad aumentare, vuol dire che la missione di chi ha il compito di reprimere e prevenire un comportamento pericoloso è fallita. A ulteriore riprova, c'è il fatto che, spesso e volentieri, su molte strade ad alto scorrimento vengono installati segnali stradali a dir poco incomprensibili che obbligano l'automobilista a diminuire la velocità repentinamente dai 70 ai 30 all'ora su tratte che non presentano alcun rischio: per chi è al volante è difficile, oltre che pericoloso, ridurre la propria andatura da normale al passo da lumaca. Infine, se a tutto ciò aggiungiamo che molti autovelox entrano in azione proprio in questi frangenti e magari sono pure nascosti e mal segnalati, è lecito pensare che molte amministrazioni locali impongano rallentamenti sulle proprie strade per indurre i cittadini a sbagliare in modo da elevare sempre contravvenzioni e incamerare maggiori somme di denaro".

Più verbali, meno sicurezza

E ancora: "Tutte queste multe", insiste Gibiino, "dovrebbero produrre una maggiore sicurezza. E invece, non solo in Italia l'incidentalità e mortalità sulle strade hanno ripreso ad aumentare (come precisato dalla Polizia Stradale), ma la maggior parte dei sinistri avviene soprattutto in città. Proprio lì dove si concentra il maggior numero di contravvenzioni elevate dagli agenti di polizia locale e municipale. I proventi, per legge, dovrebbero essere usati dai Comuni per rendere le proprie strade più sicure. Questo, evidentemente, non succede: chi governa, dovrebbe prendersi le sue responsabilità".

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