Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 21:27

La Cina sfida la Tesla.

Patrizia Licata ·

La gigantesca Gigafactory di Tesla finirà per sembrare un "nano": la Cina si prepara a costruire tre fabbriche per batterie per auto elettriche con capacità totale più che tripla rispetto allo stabilimento di Elon Musk in Nevada. Quest'ultimo, a pieno regime (nel 2018) potrà garantire una potenza erogata di 35 gigawatt-ore l'anno, mentre i nuovi impianti cinesi arriveranno (il completamento è previsto nel 2021) a 120 gigawatt-ore annui, secondo quanto riporta Bloomberg Intelligence. In pratica, le nuove fabbriche cinesi di batterie sarebbero in grado di rifornire 13,7 milioni Toyota Prius ibride plug-in o 1 milione e mezzo di Tesla Model S l'anno, calcola Bloomberg New Energy Finance. Per fare un confronto, Tesla ha prodotto 84.000 veicoli nel 2016 e ne prevede 500.000 nel 2018.

La leadership cinese

La domanda di batterie a ioni di litio viene alimentata non solo dai nuovi veicoli elettrici ma anche dai sistemi di stoccaggio dell'energia per uso domestico o per le società elettriche, che così conservano l'energia prodotta da vento e sole (che non garantiscono una generazione costante). La quota di mercato della Cina nella produzione di batterie a ioni di litio arriverà secondo Bloomberg al 65% nel 2021, dall'attuale 55%. Gli Stati Uniti stanno pompando la loro capacità produttiva ma restano indietro, con un market share attuale del 10% che salirà nel 2021 al 17%.

Gara globale

La capacità mondiale di produrre batterie è destinata più che a raddoppiare entro il 2021 portandosi dagli attuali 103 gigawatt-ore a 273 gigawatt-ore. Elon Musk ha aperto una sfida annunciando la Gigafactory tre anni fa: ora si entra nel vivo della gara e la Cina corre per assicurarsi il gradino più alto del podio. Non che Tesla sia fuori dai giochi: Musk ha in mente di costruire fino a quattro nuovi stabilimenti produttivi (forse anche uno a Shanghai). Inoltre, non c'è una singola azienda in Cina che abbia le dimensioni di Tesla, bensì decine di piccoli player, come Amperex Technology o Tianjin Lishen Battery Joint-Stock. Pechino potrebbe decidere però di consolidarli: questo aiuterebbe a creare un forte mercato nazionale per le batterie e a centrare l'obiettivo di avere 5 milioni di veicoli elettrici in circolazione nel 2020. Anche in questo caso la Cina si porterebbe saldamente in testa.

Opportunità per l'Europa

Nella gara sull'elettrificazione dei trasporti e la produzione di batterie, la Germania sta tentando di rimettersi in corsa. E' probabilmente sfumato l'obiettivo di 1 milione di auto elettriche circolanti entro il 2020, ma Berlino non ha abbandonato il campo, come dimostra il finanziamento di 500 milioni di euro per la "gigafactory" che sarà costruita da Daimler: non arriverà forse alla capacità di Tesla negli Usa, ma potrebbe dare una spinta allo sviluppo di un settore industriale in cui l'Europa rischia di restare molto indietro.

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