Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 09:15

Porsche, dal suv alla wagon.

Francesco Paternò ·

Con la Panamera Sport Turismo, la Porsche entra nel settore finora inesplorato delle vetture familiari. Chiamiamole station wagon all’americana o shooting brake all’inglese, ma il risultato non cambia: una Porsche dal prezzo di oltre 100.000 euro (da ottobre nelle concessionarie) è declinata per la prima volta in una carrozzeria più consona a un viaggio in famiglia che a una corsa in pista. Naturalmente, solo se la si guarda e basta: perché al volante la Sport Turismo rimane un’auto potente e sportiva a tutti gli effetti.

Quanto cambia la Porsche

Il marchio tedesco il cui mito è fondato sulla 911, auto uguale a se stessa da 54 anni eppure sempre profondamente diversa a ogni nuova generazione, ci ha abituato a cambi di traiettoria improvvisi e controsterzi nella sua produzione, come se fossimo perennemente in pista anche quando si parla di posizionamento e strategia commerciale. Porsche, al contrario della Ferrari o in anticipo su marchi come Bentley, Lamborghini, Maserati e prossimamente Aston Martin, ha già introdotto da tempo nella sua gamma motori diesel e suv, due concezioni di automobili indicibili fino a pochi anni fa quando in ballo c’era un brand tutto blasone e potenza. E' già sull'elettrico e presto farà i conti con intelligenza artificiale e guida autonoma. Ma per ora alla gamma mancava una versione familiare, altro scandalo al sole, e la Sport Turismo è servita, senza concorrenti dirette nelle wagon (l’Audi 6 Avant RS è un’altra cosa, magnifica ma altra).

Una guida ancora più sportiva

La concorrenza, semmai, la Sport Turismo la può fare in casa al suv Cayenne. Sono due generi di auto profondamente diversi, il primo in declino e il secondo in crescita, ma è anche vero che in quel segmento del lusso sportivo chi vuole spendere per distinguersi ha poche chance: o si compra un suv come il resto del mondo, o una berlina tutta prestazioni che non vale la pena lasciare in mano all’autista, oppure adesso una wagon che non esiste altrove, senza rinunciare a caratteristiche di guida tipicamente Porsche. Che per altro, rispetto a un suv sia pure di nome Cayenne e a parità di elettronica, è ovviamente più sportiva per questioni di baricentro. Sarà comunque interessante vedere come si comporteranno nelle concessionarie i fedeli clienti del marchio.

Più bagagliaio, 4 posti più 1

Infine, qualche informazioni  di dettaglio. La Sport Turismo adotta il pianale della Panamera berlina copiando la lunghezza di 5 metri e 49 millimetri, ma guadagnando posteriormente 7 centimetri in più di altezza sulla testa favorendo così un migliore ingresso sui sedili dietro. Un modo per risolvere l’unica critica da fare alla Panamera berlina, la cui accessibilità posteriore lascia a desiderare. Nel bagagliaio la capacità aumenta di 20 litri, dichiarati 520 e fino a 1.390 reclinando gli schienali, mentre l’altra grande novità di questa Porsche è la possibilità di scegliere la configurazione della Sport Turismo con cinque posti. Anzi 4 più 1, perché chi sta al centro del divano posteriore non ha spazio per le gambe per l’ingombrante mobile del clima, né un piano di seduta adatto a un viaggio. Però, se servisse un passaggio, il posto c’è.

Da 330 a 550 cavalli

Il resto sono numeri: si parte con un V6 benzina da 330 cavalli, a salire fino ai 550 della Turbo, con la variante ibrida plug in da 462 cavalli. Sospensioni adattive di serie tranne che sulla base, spoiler adattivo (sul tetto, molto discreto) per tutte le versioni che aumenta la deportanza fino a 50 chili. Il peso della Sport Turismo sale di 40 chili rispetto alla berlina, abbastanza perché gli ingegneri tedeschi abbiano deciso di potenziare ulteriormente i freni. Non si sa mai, viaggiando in famiglia in 4 più 1 e bagagli al seguito, meglio accrescere la sicurezza attiva. Se poi avete da spendere altri 15.000 euro (circa, ci dicono) fate montare i carboceramici e buonanotte.

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