Ultimo aggiornamento  23 aprile 2019 08:10

"Naked", che passione.

Antonio Vitillo ·

La passione per le “naked” è nata fra gli anni ottanta e novanta. Le moto “spogliate” sono figlie delle inglesi “streetfighter”, modelli nati sportivi ai quali venivano tolte le carenature, alzati i manubri e alleggeriti di ogni inutile orpello.

Dalla moda al mercato 

La moda ispirò la produzione industriale al punto di diventare un preciso segmento di mercato. Le “nude” erano, e sono, moto per chi fa del minimalismo uno stile, o per chi, irriducibile, strizza nostalgicamente l’occhio agli anni ’70. Epoca in cui fra due ruote era contenuto un motore, moto vestite di sella e serbatoio e basta. Di una semplicità intrigante, economicamente più accessibili, nel tempo le "naked" hanno prevalentemente abbracciato le medie cilindrate, di conseguenza pure facili da gestire e guidare.

Mostro italiano

Eppure uno dei primi esempi di moto "naked" è stata la Ducati Monster, di 900 centimetri cubici. Disegnata da Michel Galluzzi, era fatta di due elementi diffusamente ritenuti seducenti, il motore "desmodromico", che è sinonimo in tutto il mondo di motore Ducati - ed il telaio a traliccio. Che però nulla erano sotto quell'enorme serbatoio rotondo. La Monster, più che essere genericamente una moto, era proprio il suo serbatoio seducente e morbido, particolare così intensamente percepito da decretarne il successo mondiale. Soprattutto della versione di 600 cc.

Sbarco in Giappone

Erano i primi anni ’90, passarono un paio d’anni e Honda, ma solo in Giappone, mostrò e commercializzò una dinamica 250, la Hornet. Diversamente dalla moto di Borgo Panigale, l’appeal arrivava dal potente motore ben in vista, nato per spingere veloce la sportiva Cbr 600. Il quattro cilindri aveva però linee pulite, era un pezzo di design più che un semplice propulsore esteticamente poco curato. La Hornet  divenne un modello leader di mercato, non solo fra le "naked". La storia è passata, le "nude" hanno via via assunto vigore commerciale. Grazie pure a modelli come le Suzuki Bandit e Sv650, la Kawasaki Z750, la Yamaha Diversion, le Moto Guzzi. La passione per loro è inossidabile. Nei primi mesi del 2017, in Italia, il segmento è quello più florido di immatricolazioni, più delle enduro.

Oggi le "naked" si chiamano Ducati Scrambler, Honda CB, o Bmw R NineT, moto talvolta proposte in varie livree e versioni proprio per coinvolgere le varie personalità di motociclista. Lunga vita alle "naked". Al vento integrale.

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