Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 21:42

Quanto è diversa Mazda?

Luca Bevagna ·

La strada dello stile passa per Hiroshima. Almeno quello automobilistico giapponese. In Mazda ne hanno fatto quasi una ragione di vita: rendere le loro auto diverse dalle altre per fare tendenza. E conquistare clienti. Una filosofia dell’unicità - le radici sono in un prodotto senza rivali come MX-5 che solo negli ultimi mesi ha trovato una concorrente (con meno personalità) nella gemella Fiat 124 Spider - portata avanti per spingere in alto la percezione del marchio verso i profitti del mondo premium.

In attesa della nuova generazione di modelli

Il design in primo piano. Con in più una maniacale scelta dei colori ad esaltare il tutto come dimostra il nuovo soul red crystal sviluppato per la nuova generazione della CX-5. Al resto ci pensa la qualità dei materiali, la precisione degli assemblaggi tipicamente giapponese e quello che in Mazda chiamano “Jinba Ittai”, la perfetta integrazione tra uomo ed auto. Funziona? Lo vedremo nei prossimi mesi anche con l’arrivo della nuova generazione di prodotti derivati, nello stile, dal concept RX Vision e anticipata in autunno al prossimo salone di Tokyo.

Le opportunità del mercato italiano

Nel frattempo i numeri sembrano andare nella giusta direzione: in Europa sono quattro gli anni consecutivi di crescita. L’attesa per il lancio della nuova generazione del suv CX-5 ha rallentato il ritmo in questi primi mesi del 2017 (-5,8% e 0,2 punti percentuali di quota persi), i numeri a fine anno però dovrebbero consolidare il risultato del 2016 o presentare una lieve segno positivo. Una spinta attesa anche sul mercato italiano dove Mazda deve ancora esprimere completamente le sue potenzialità: il calo da inizio dell’anno è del 7,6% e soprattutto la quota è allo 0,5% rispetto all’1,5% europeo. C’è molto spazio per crescere. Anche e soprattutto in termini di conoscenza del marchio. E quello stile unico di Hiroshima può fare la differenza.

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