Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 20:12

Ford, sgarbo a Trump.

Gloria Smith ·

Altro che "America first", lo slogan tanto caro a Donald Trump nel corso della campagna presidenziale 2016. Per Ford, come per ogni azienda privata, a venir prima è sempre ciò che aiuta a fare affari. La casa automobilistica di Detroit ha da poco annunciato che porterà la produzione dei nuovi modelli della Focus in Cina, non solo perché lì la manodopera costa poco, ma perché è quello il mercato da conquistare: è il più grande del mondo per il segmento automotive e già quest'anno comprerà 80.000 veicoli Ford.

Detroit tagliata fuori

Il presidente Usa ha basato gran parte della sua campagna elettorale proprio sulla promessa di far tornare le attività manifatturiere e i posti di lavoro sul suolo statunitense (ecco il perché dello slogan America first), contro la tendenza delle imprese a trasferire parte delle loro operazioni in paesi a basso reddito, a cominciare dal vicino Messico. E infatti Ford aveva assicurato a Trump che avrebbe abbandonato il progetto di aprire un nuovo centro di assemblaggio della Focus a San Luis Potosi per salvaguardare la produzione in Michigan. Il costruttore di Detroit ha però modificato i suoi piani.

Il boomerang di Trump

E' la stessa linea economico-politica seguita da Trump ad aver prodotto la scelta di Ford. Le buone relazioni commerciali instaurate dal presidente repubblicano con la Cina rendono conveniente fare affari nel Paese asiatico, mentre l'intenzione di rinegoziare il Nafta, il trattato commerciale con Canada e Messico, crea un elemento di incertezza nei rapporti col vicino centro-americano. Trump sta anche favorendo l'industria petrolifera e questo garantisce negli Usa abbondanza di combustibili fossili e prezzi bassi per il carburante: condizioni che portano gli americani a preferire i pickup alle berline (e i Ford Serie-F sono da 40 anni i più venduti negli Stati Uniti). Risultato: le nuove Focus si faranno in Cina a partire dal 2019 e da lì verranno esportate nel resto del mondo.

Innamorati dei Suv

Ford in Cina utilizzerà la sua fabbrica di Chongqing (da dove già importa negli Usa Buick e Cadillac): attrezzare solo questa per le nuove Focus farà risparmiare all'azienda 500 milioni di dollari. In Michigan la produzione di Focus (le cui vendite sono scese del 22% negli Usa l'anno scorso) terminerà nel 2018 ma sarà sostituita con la linea produttiva del veicolo commerciale Ranger e del Suv Bronco. Inoltre, Ford investirà 900 milioni di dollari nello stabilimento di Wayne, in Kentucky, per costruirci la nuova Lincoln Navigator e la Expedition (ancora un Suv). Il costruttore di Detroit non creerà nuovi posti di lavoro ma preserverà quelli esistenti: Trump si deve accontentare.

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