Ultimo aggiornamento  19 dicembre 2018 11:09

Al G7 il piedibus smart.

Marina Fanara ·

Si chiama Climb, è l'acronimo di Children's indipendent mobility ed è una formula di "piedibus intelligente" attualmente in sperimentazione nel comune di Trento: un'app e una soluzione IoT (Internet of things) sviluppate dalla Fondazione Bruno Kessler, centro di ricerca informatica, permettono agli accompagnatori di gestire in maniera più sicura gli spostamenti dei bambini che scelgono di andare e tornare da scuola a piedi.

Casa-scuola, un giro nel mondo

Sempre con l'ausilio della tecnologia, il sistema si trasforma in un gioco virtuale: attraverso un dispositivo distribuito ai ragazzi, registra tutti gli spostamenti effettuati giorno per giorno, seleziona quelli a piedi e li trasferisce su una mappa geografica multimediale, per dimostrare, in base ai chilometri percorsi camminando, in quale parte del mondo sarebbero potuti arrivare.

In mostra al G7 Trasporti

Climb è uno dei progetti più innovativi di mobilità sostenibile che è stato scelto dal ministero Infrastrutture e trasporti e da una apposita commissione di esperti, per far conoscere le migliori best practice del made in Italy al G7 Trasporti di Cagliari del 21 e 22 giugno. "Siamo molto soddisfatti di essere un buon esempio di innovazione", ci confessa Annapaola Marconi, ricercatrice senior della Fondazione Kessler, "facciamo parte di Smart Community Lab, un laboratorio che ha il compito di applicare la ricerca nella realtà di tutti i giorni per semplificare la vita alle persone. Climb è un esempio: abbiamo avviato il progetto da pochi mesi e i risultati già si vedono".

I bimbi muovono il traffico

La ricercatrice ci spiega che nelle due scuole coinvolte, Meano e Vela di Trento, su 4.400 viaggi totali sul percorso casa-scuola, solo 31 si sono svolti in auto, una quota inferiore all'1%, mentre prima della sperimentazione la percentuale superava l'11%. "L'obiettivo di Climb è favorire la mobilità dei bambini sviluppando soprattutto la loro autonomia", sottolinea Marconi,"e ciò produce una serie di vantaggi a cascata per i piccoli, dal punto di vista cognitivo, fisico e sociale, ma anche per l'intera collettività. Abbiamo appurato, infatti, che il 30% del traffico registrato nelle ore di punta nella nostra città è riconducibile ai genitori che portano a scuola i figli. Non a caso, uno dei risultati che abbiamo ottenuto è stato proprio che le auto intorno alle scuole che hanno seguito il progetto Climb sono praticamente scomparse".

Percorsi sicuri con un click

La tecnologia del piedibus smart si avvale di un'applicazione mobile che permette agli adulti coinvolti di gestire in automatico turni e sostituzioni dei volontari, itinerari e fermate da effettuare, gestione delle presenze, diario di bordo e contatti con i genitori. In più, dei piccoli dispositivi elettronici che vengono dati ai bambini, sfruttando i sensori e il wireless che ormai copre la maggior parte delle strade di Trento, individuano in automatico la loro presenza alle fermate e registrano la lunghezza dei percorsi utili per il gioco virtuale in classe.

A piedi, una marcia in più

"Il risvolto ludico della tecnologia ha un valore enorme", aggiunge la ricercatrice, "non solo motiva e sensibilizza i bambini verso una mobilità più salutare per se stessi e l'ambiente, ma diventa anche una maniera per fare lezione divertendosi: i docenti usano le tappe del viaggio virtuale per insegnare storia e geografia sulla specifica località raggiunta con i tragitti sostenibili degli alunni. E' un aspetto importante, perché girare il mondo, seppure in forma virtuale, rende indipendenti e questa è una condizione che serve per crescere, ma richiede fiducia in ciò che li circonda: difficile per i nostri bambini obbligati il più delle volte a osservare il mondo dal sedile di un’auto".

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