Ultimo aggiornamento  21 febbraio 2019 04:18

Uber, Kalanick si è dimesso.

Paolo Borgognone ·

Travis Kalanick non è più il Ceo di Uber. La notizia è stata resa pubblica dal New York Times, che ha raccolto indiscrezioni di persone molto vicine ai vertici della start-up ed è stata successivamente confermata sia dallo stesso Kalanick che da una comunicazione della società.

Investitori in rivolta

La giornata era iniziata con una lettera, inviata da cinque dei più importanti investitori di Uber, tra cui il fondo Benchmark di cui fa parte Bill Gurley, membro del consiglio di amministrazione della start-up. Nella lettera, intitolata "Moving Uber forward" e che Kalanick avrebbe ricevuto mentre si trovava a Chicago, si chiedevano dimissioni immediate per il Ceo, sostenendo che Uber "ha bisogno di un cambio di leadership". Agli investitori - che insieme detengono circa il 25% del patrimonio totale della società  - evidentemente non è bastato il passo indietro fatto da Kalanick solo pochi giorni fa. Il manager - che ha aiutato nel 2009 a fondare la compagnia che fornisce un servizio di trasporto privato mettendo direttamente in contatto passeggeri e autisti  e che ha raccolto fondi per circa 11 miliardi di dollari - aveva ufficializzato l'intenzione di prendere un periodo di aspettativa indefinito, sia a seguito delle varie vicende giudiziarie che hanno coinvolto la start-up, che a causa di problemi personali, come la morte della madre. 

La risposta di Kalanick

Insieme con la notizia delle dimissioni di Kalanick è arrivata anche una sua dichiarazione ufficiale: "Amo Uber più di ogni altra cosa al mondo e in questo momento così difficile della mia vita ho deciso di accettare le indicazioni degli investitori di farmi da parte. In questo modo l'azienda potrà continuare a crescere, invece di perdersi in un'altra disputa". 

Anche il consiglio di amministrazione, di cui comunque l'ex Ceo continuerà a far parte, ha commentato la vicenda, ricordando come Kalanick "abbia sempre messo Uber al primo posto" e che questa sua scelta "permetterà alla società di aprire un capitolo del tutto nuovo della sua storia". 

Altre novità 

Nella stessa lettera in cui si domandavano le dimissioni del Ceo, gli investitori hanno chiesto anche che vengano riempiti due o tre posti vacanti all'interno del consiglio di amministrazione con direttori "realmente indipendenti". Nel messaggio si chiede anche a Kalanick di aiutare Uber a trovare il prima possibile un nuovo Ceo e anche che venga immediatamente assunto un esperto direttore del settore finanziario.  

Tag

Ride Hailing  · Travis Kalanick  · Uber  · 

Ti potrebbe interessare

· di Lina Russo

Una dei maggiori azionisti contro il Ceo defenestrato. Ora lo vuole fuori pure dal board dei direttori perché non possa più tornare al volante

· di Patrizia Licata

Il colosso tecnologico SoftBank in trattative con l'azienda californiana: potrebbe fare un investimento miliardario, ma vorrà pesare sulle strategie

· di Patrizia Licata

Usa, aperta inchiesta sul software Greyball: permetteva di aggirare i controlli delle autorità nelle città in cui l'app di ride hailing non poteva fornire corse