Ultimo aggiornamento  26 aprile 2019 16:13

Fiat 1100 103, storie di famiglia.

Massimo Tiberi ·

Come viaggiavano gli italiani in automobile all’inizio degli anni Cinquanta? Quei pochi che potevano permetterselo, stretti. Le famiglie si pigiavano ancora nelle vecchie Fiat “Balilla” o nelle “Topolino”, che in realtà di posti veri ne avevano soltanto due. Un po’ più fortunati quelli che della “Topolino” possedevano la versione Giardiniera Belvedere, sempre minuscola ma che, con le sue modanature esterne in legno, faceva addirittura il verso a certe gigantesche wagon americane. La berlina 1400, nata nel 1950 era già più di un gradino sopra la media, mentre Alfa Romeo e Lancia mantenevano decisamente le distanze dalla massa.

Arriva lei

Tutto questo fino al 1953, quando al Salone di Ginevra la Fiat porta al debutto la 1100 103, erede dell’ultima serie anteguerra della “Balilla”, rispetto alla quale vanta una moderna carrozzeria tre volumi con parafanghi integrati, la scocca portante e una meccanica profondamente aggiornata. Ora con 975.000 lire, non poco ma alla portata di una piccola borghesia che si andava estendendo (una più semplice “base” a 945.000 non avrà successo), si poteva disporre di una vettura capace di ospitare fino a sei persone (il sedile anteriore unico e il cambio al volante lo permettevano) e una discreta quantità di bagagli.

Ecco la Wagon

L’anno dopo, sempre nel corso della rassegna svizzera, nasce anche la variante Familiare, che possiamo considerare la prima wagon italiana a tutti gli effetti. Le dimensioni esterne sono leggermente più compatte della berlina, ma in 3,74 metri (meno di una Punto attuale), allo spazio non troppo angusto si aggiunge una più ampia superficie vetrata, le quattro porte laterali sono comode e il vano di carico, con accesso da un portellone incernierato lateralmente, ha un’ottima capacità ed è trasformabile abbattendo la panchetta posteriore. Il motore non cambia, è sempre il 1089 cc da 36 Cv e le prestazioni dichiarano soltanto un km/h in meno della sorella, fermandosi a quota 115, comunque non male per l’epoca.

Oltre 1 milione

Il prezzo, d’altra parte, cresce abbastanza rispetto alla berlina, sfondando abbondantemente il milione di lire e la Familiare, in realtà, sarà preferita da commercianti e artigiani, sensibili alla praticità e non troppo influenzati negativamente da quel “taglio” squadrato della parte posteriore che gli italiani cominceranno ad apprezzare soltanto molto più di recente. Comunque Fiat non trascurerà la categoria e se la derivata Multipla della 600 (una monovolume ante litteram) non avrà successo, la formula wagon la ritroviamo perfino nell’alta gamma delle sei cilindri torinesi 1800-2100 e poi 2300, a partire dal 1959, e non abbandonerà mai la 1100 in tutte le sue numerose evoluzioni.

L’ultima, quella siglata R per “rinnovata”e coeva della 124, a sua volta con una Familiare in gamma, uscirà di scena nel 1969, quando ormai questo tipo di carrozzeria comincia anche da noi ad abbandonare gli antichi complessi d’inferiorità.

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