Ultimo aggiornamento  18 agosto 2018 04:34

Smog in città, allarme rosso.

Gloria Smith ·

Chi ha creduto finora che i ciclisti respirino più aria inquinata di chi si muove in macchina dovrà ricredersi: uno studio del King's College di Londra afferma esattamente il contrario. Inutile chiudere i finestrini dell'auto: non sono una barriera efficace contro le polveri sottili. Non si credano però del tutto salvi gli amanti della bici: l'aria in città è comunque nociva e le mascherine protettive non servono contro le particelle di dimensioni minuscole.

Clean Air Day 

Possono suonare come dati allarmistici, ma le associazioni britanniche che si battono per migliorare la qualità dell'aria fanno sul serio e mettono avanti i dati raccolti da università prestigiose in occasione del primo National Clean Air Day del Regno Unito, indetto per il 15 giugno con lo scopo di aumentare i livelli di consapevolezza del pubblico e delle istituzioni sull'emergenza smog. Lo studio del King's College London, commissionato da Global Action Plan (Gap) e dalla UK Health Alliance on Climate Change, ha concluso che chi si sposta in macchina (in strade urbane trafficate) è esposto a livelli di inquinamento dell'aria fino a 9 volte superiori rispetto a chi percorre le stesse strade in bici o a piedi, benché il 96% dei 2.000 inglesi intervistati pensi il contrario.

Bimbi più a rischio

Gli studiosi si rivolgono soprattutto ai genitori che accompagnano i figli a scuola: il 37% di questi spostamenti è effettuato in automobile. Uno studio separato condotto da Gap, King's College London e Cross River Partnership ribadisce: i bambini in città inalano l'11% di smog in più degli adulti visto che, essendo meno alti o anche perché trasportati in passeggino, si trovano più vicini ai gas di scarico.

Cambiare strada, c'è pure la app

L'inquinamento atmosferico è un fattore primario di rischio per le malattie respiratorie e cardiovascolari. Le associazioni ambientaliste propongono però anche delle vie d'uscita. Comunque ci muoviamo - automobile, bicicletta o piedi - per respirare aria più pulita basta cambiare tragitto. È una soluzione ovvia ma efficace: l'esposizione alle emissioni inquinanti si dimezza nelle strade secondarie, secondo Gap, King's College London e Cross River Partnership. A questo proposito è stata anche creata una app, CleanSpace Air Pollution, che mostra le zone da evitare nelle grandi città, da Londra a Birmingham a Glasgow. 

Solo 2 sterline e mezzo

Secondo i cittadini britannici, però, la lotta allo smog è innanzitutto responsabilità del governo (lo dice il 64%) e dei costruttori d'auto (secondo il 57%). Diverse amministrazioni pubbliche hanno già messo in campo le loro iniziative, dalla T-Charge di Londra per limitare gli ingressi nelle aree più congestionate alle Clean Air Zones e alla crociata anti-diesel di diverse città che prevede costi extra e, in prospettiva, la messa al bando delle auto a gasolio. Il 65% degli inglesi è anche disposto a spendere di tasca propria per combattere l'inquinamento: in media darebbe 2,59 sterline al mese. Se tutti nel Paese si autotassassero per l'ambiente, il totale raccolto sarebbe di 1 miliardo di sterline l'anno, cioè oltre 1 miliardo e 150 milioni di euro.

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