Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 12:08

Auto robot: presto test in Italia.

Marina Fanara ·

Anche in Italia le prove su strada delle auto senza conducente potrebbero iniziare presto. E' alla firma del ministro Infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, infatti, un decreto sulle smart road che, da una parte, elenca le specifiche tecniche e funzionali delle future strade intelligenti e, dall'altra, detta le regole e indica le tratte della rete viaria nazionale sulle quali sarà possibile testare i veicoli a guida autonoma. Come già avviene in altri Paesi europei.

Un confronto sul futuro 

La notizia è stata data da Ennio Cascetta, coordinatore della struttura tecnica di missione del Mit (ministero Infrastrutture e trasporti) e presidente del Comitato scientifico Fondazione Filippo Caracciolo dell'ACI, nel corso della 71ma Conferenza del traffico e della circolazione, dal titolo "Chi guida l'auto che ci guida?". Un incontro nel quale l'Automobile Club d'Italia ha voluto aprire un confronto per discutere e approfondire l'impatto delle nuove tecnologie in materia di veicoli connessi e a guida autonoma sulle auto del futuro e sulla mobilità in generale. 

Lo studio della Fondazione

L'argomento è stato oggetto dello studio "Auto-Matica", elaborato dalla Fondazione ACI Filippo Caracciolo e dal Politecnico di Torino, che ha analizzato opportunità e difficoltà che potrebbero scaturire dallo sviluppo di questi sistemi innovativi. "Si tratta di un tema importante", ha detto Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, "su cui si sta confrontando il mondo intero. Perché, se da una parte le nuove tecnologie potranno contribuire in maniera determinante a migliorare la mobilità, a cominciare dalla sicurezza, dall'altra si aprono una serie di problemi: etici, assicurativi, normativi, di tutela della privacy e rischio hackeraggio". 

Un progresso a rischio

L'ACI è pronta a schierarsi in prima linea: "Il processo tecnologico avanza inesorabilmente", ha sottolineato il presidente, "non dobbiamo farci trovare impreparati, ma contribuire tutti quanti alle nuove regole del gioco. Noi siano disponibili". "Il nostro sforzo", ha aggiunto Giuseppina Fusco, presidente Fondazione Filippo Caracciolo, "è quello di cogliere le opportunità offerte in termini di minori incidenti, costi sociali e impatto ambientale, cercando di affrontare e risolvere subito le eventuali problematiche che si potrebbero presentare, in modo da non compromettere lo sviluppo virtuoso delle nuove tecnologie".

Le proposte dell'ACI

Per questo l'ACI ha avanzato le sue proposte. Si tratta, innanzitutto, della costituzione di un Osservatorio sulle trasformazioni della mobilità: un organismo per il monitoraggio continuo, analisi e condivisione tra tutti i soggetti interessati degli eventuali problemi e dei vantaggi che potrebbero derivare dall'applicazione dei nuovi sistemi. La priorità è dare massima diffusione alle tecnologie utili ad abbattere le principali cause d'incidente lungo le nostre strade, come per esempio la distrazione legata all'uso dello smartphone.

L'Automobile Club d'Italia, inoltre propone la creazione di due piattaforme nazionali. La prima per la gestione dei dati generati dalle auto connesse tra di loro (V2V) e con l'infrastruttura (V2I) che, secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, si potranno diffondere dal 2019. L'altra piattaforma, invece, dovrà focalizzarsi nel monitoraggio continuo degli incidenti e delle infrazioni al Codice della strada dei veicoli di nuova generazione.

Sticchi Damiani: pronti a fare

"Siamo contenti", ha detto Sticchi Damiani, "che, grazie al provvedimento sulle smart road, anche il nostro Paesi si appresti a dare il via ai primi test. Come ACI, siamo pronti a fare la nostra parte e disposti a investire su questo cambiamento. Abbiamo un know-how pluridecennale in materia di gestione di dati sensibili e analisi dei fenomeni della mobilità, soprattutto quelli legati al trend degli incidenti. Ci impegniamo, perché questo argomento fa parte da sempre del nostro Dna".

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