Ultimo aggiornamento  19 marzo 2019 01:37

Motomondiale, Ducati regina di Spagna.

Antonio Vitillo ·

Il Gran Premio di Catalogna conferma Andrea Dovizioso su Ducati fra i pretendenti al titolo finale del motomondiale di quest'anno. Proprio lui, quel pilota poco mondano, sempre disponibile e sorridente che, pur di mantenersi il posto, a inizio stagione accettò che la scuderia rivedesse in basso il suo ingaggio. L'arrivo del pluri-campione Jorge Lorenzo sembrava relegare il Dovi, come già gli è successo in altri team, alla figura del comprimario del diligente, affidabile compagno di squadra. Cosa di cui è capace.

La stoffa del campione 

Ma il romagnolo ha dimostrato di sapere anche essere pilota di punta. Lo aveva fatto capire vincendo al Mugello, la settimana scorsa, lo ha ribadito a Barcellona, dove ha sparigliato ulteriormente le carte in tavola. Nonostante il bel quarto posto infine conquistato da Lorenzo. Poiché anche in Spagna, Andrea ha vinto con la forza irriverente e la maturità di chi del comprimario può avere sì la gentilezza, l’umiltà, ma che del campione ha la sostanza. Considerando pure quanto successo in Italia, Dovizioso, tanto per zittire gli scettici, ha sferrato un uno-due da fuoriclasse. Colpi da knock-out che oltretutto le Ducati dell’ingegner Dall’Igna, in questa fase di campionato, stanno nettamente rifilando alle Yamaha ufficiali di Rossi e Vinales, rispettivamente ottavo e decimo al traguardo, superate pure da Johann Zarco e Jonas Folger, piloti considerati di seconda fascia e su Yamaha datate di un anno, giunti sul traguardo rispettivamente quinto e sesto.

Gomme ok 

Questione di pneumatici, si sussurra, da scegliere fra le diverse mescole. Ma che a tutti i piloti fornirebbero le stesse possibilità. La Yamaha, insomma, sembra oggi essere in crisi. Non riesce a sfruttare le gomme, che consuma più delle altre moto. Se possibile non aiutata dagli stili di guida, soprattutto di Valentino, che dell’anteriore fa un grande uso. Sia in staccata, di fatto escludendo l’azione sul freno posteriore, di conseguenza affaticando la ruota in frenata prima, in inserimento poi. Le Ducati, a Barcellona, hanno vinto ai punti. Quelli guadagnati guardando come le rosse di Borgo Panigale riuscissero a fare linee più “attillate” alle curve, facendo meno strada e, a moto più dritta, preziosamente consumando meno gomma.

Cinque in lotta

Le Desmosedici si sono dimostrate più veloci della Yamaha in rettilineo, più leste nei cambi direzione e, sebbene in minor misura, migliori anche delle Honda di Marc Marquez, secondo sul podio, e di Dani Pedrosa, terzo, entrambi mai apparentemente in grado di dare una sferzata alla gara, neppure quando, nella prima parte, sembravano dominarla. Comunque, per i due spagnoli di Honda, il risultato è di quelli che motivano per il resto della stagione. Davanti a noi ci sono ancora undici gare che ripartono con i cinque piloti fra i candidati al titolo mondiale racchiusi in soli 28 punti. I piloti Suzuki, Ktm e Aprilia, per vari motivi, rimangono, invece, nel purgatorio di oltre metà classifica ogni gara. La prossima, a proposito, si correrà di sabato, in Olanda, ad Assen.

Tag

Ducati  · Motomondiale  · Valentino Rossi  · 

Ti potrebbe interessare

· di Elisa Malomo

La 21enne pilota iberica è la prima donna a comandare la classifica di un campionato mondiale di motociclismo. A Imola ha dominato con pole position e giro veloce

· di Antonio Vitillo

Il pilota Ducati trionfa a Silverstone. Valentino Rossi sul podio, ma dietro a Vinales. Finisce in fumo la rimonta di Marc Marquez

· di Antonio Vitillo

La rossa su due ruote vince in MotoGp e si torna a parlare dell'interesse del marchio Usa: presto potrebbe arrivare l'offerta da 1,67 miliardi di dollari