Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2019 14:17

Lombardia: unione per la mobilità cercasi.

Marina Fanara ·

Un unico piano sulla mobilità sostenibile. E' questo uno dei punti centrali nell'agenda dell'Anci Lombardia, l'associazione che riunisce tutti i comuni della Regione padana, di cui si è discusso in un incontro dal titolo, appunto, "I comuni per la mobilità sostenibile". "Un tema prioritario del nostro programma", ha specificato il segretario generale Pier Attilio Superti, "siamo un territorio particolarmente esposto al problema dell'inquinamento che necessita di un sistema di trasporto a minor impatto ambientale uniforme, integrato e innovativo".

Il problema competenze 

"Un processo difficile allo stato attuale", ci spiega Siria Trezzi, vicepresidente Anci Lombardia e consigliere alla Mobilità della Città metropolitana di Milano, "l'integrazione è nulla e le competenze sono troppo frammentate, soprattutto in materia di mobilità e ancora di più nel trasporto pubblico locale". L'esempio arriva proprio dall'area metropolitana del capoluogo lombardo che raggruppa 134 comuni della ex provincia. "In base alla riforma del trasporto pubblico", ci spiega il consigliere, "la Lombardia ha creato sei ambiti territoriali, cosiddetti Agenzie di bacino, che hanno il compito di organizzare e controllare i servizi di trasporto in maniera integrata".  Le sei Agenzie in questione sono: Milano-Monza-Brianza-Lodi-Pavia, Bergamo, Brescia, Como-Lecco-Varese, Cremona-Mantova, Sondrio. 

Metropoli a due velocità

"L'idea è buona", sostiene il consigliere, "perché punta al superamento tra percorsi urbani ed extraurbani, al biglietto unico, a una migliore organizzazione tra orari e linee del servizio. Ma, considerando il forte pendolarismo interno alla nostra Regione, le Agenzie lombarde dovrebbero lavorare all'unisono. Invece, non riusciamo a uniformarci neanche all'interno del nostro bacino di competenza: L'Agenzia che sovrintende le aree Milano-Monza-Brianza-Lodi-Pavia ha il compito di elaborare il Piano sul Trasporto pubblico locale e, invece, non riesce neanche a darci un quadro sui flussi di traffico". "Siamo a un punto morto", aggiunge Trezzi, "mentre Milano vanta una mobilità esemplare a livello nazionale, l'hinterland resta sempre indietro con notevoli disparità di servizio tra i suoi abitanti e chi abita nel capoluogo".

Lo smog che divide

Un'altra criticità, segnala ancora il consigliere, riguarda le restrizioni al traffico contro l'inquinamento. "Ogni sindaco decide autonomamente i blocchi della circolazione durante i periodi in cui lo smog supera i livelli d'allarme. Ma anche su questo non c'è uniformità: in un comune alcune auto non possono circolare, in quello limitrofo, anche della stessa area, non esiste alcun divieto. Oltre ai comprensibili disagi agli utenti, questo modo di procedere divide i cittadini in due categorie: quelli di serie A, che grazie ai provvedimenti messi in atto dal proprio sindaco sono meno esposti ai danni dello smog e quelli di serie B che, invece, in mancanza di limitazioni, sono più a rischio".

Eppure la Regione ha istituito un "tavolo aria", al quale lavorano tutti i Comuni e dal quale è ri-emerso che il problema dell'inquinamento colpisce l'intera area padana. "E' una emergenza sulla quale non si può tergiversare", conclude il consigliere, "e che impone a tutti gli enti locali la responsabilità di dialogare". 

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