Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 02:53

Ambiente, 12 città fanno squadra.

Marina Fanara ·

Mobilità sostenibile, qualità dell'aria, efficienza energetica. E ancora: uso sostenibile del suolo, riciclo rifiuti, adattamento ai cambiamenti climatici, ecosistemi e verde urbano, qualità delle acque. Sono 8 fattori determinanti per mantenere l'ambiente in buona salute. E proprio su questi punti, 12 città metropolitane d'Italia hanno promesso il proprio impegno con un patto che anticipa il prossimo G7 Ambiente (la riunione dei ministri dei paesi più industrializzati del mondo titolari in materia) che si terrà a Bologna l'11 e 12 giugno prossimo.

Patto tra 12 grandi

Il protocollo, non a caso, si chiama "Carta di Bologna", anche perché il capoluogo dell'Emilia Romagna è capofila del programma, unico nel suo genere a livello nazionale. A sottoscriverlo sono state 12 delle 14 città metropolitane d'Italia: oltre a Bologna, c'è la firma di Milano, Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania, Palermo e Cagliari. Le due che mancano all'appello sono Venezia e Messina.

In ballo il futuro del pianeta

Gli obiettivi stabiliti dal protocollo sono tra quelli fissati nel programma d'azione "per le persone, il pianeta e la prosperità" dell'Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile. "Per il raggiungimento di questi obiettivi", ha specificato Valerio Merola, sindaco di Bologna e della Città metropolitana, "le aree urbane possono davvero essere il motore fondamentale e contribuire alle ricadute che gli interventi per la salvaguardia dell'ambiente producono sull'economia nazionale". Per questo, il sindaco Merola si augura che "il governo elabori al più presto un'Agenda urbana nazionale, garantendo alle città risorse economiche e uno scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete".

Dal governo più risorse

A proposito di disponibilità economiche in materia di mobilità sostenibile, il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, presente alla firma della Carta di Bologna, ha annunciato di voler aumentare da 35 milioni a circa 60 milioni di euro i fondi già stanziati per il Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile (decreto 208/2016). Lo scopo è incentivare modalità di spostamento a basso impatto, in particolare per i tragitti casa-scuola e casa-lavoro. "I comuni hanno risposto in massa al nostro bando", ha sottolineato il ministro, "e i loro progetti sono molto interessanti: per non escluderne qualcuno, abbiamo pensato di destinare più fondi". 

Città unite contro lo smog

Si tratta di progetti che in larga parte rispondono agli obiettivi fissati a Bologna in materia di mobilità sostenibile, transizione energetica e qualità dell'aria, sottoscritti nel patto tra le grandi città. Il primo, in particolare, si prefigge, entro il 2020, di ridurre almeno al 50% la quota di spostamenti in auto e moto (oggi siamo quasi al 70%, fonte Isfort) e la parte restante distribuita tra mezzi pubblici, bici e pedonalità.

Di conseguenza, un maggior ricorso a modalità di trasporto più verdi è strettamente correlato al raggiungimento degli altri due obiettivi contro lo smog: per quanto riguarda l'efficienza energetica, si punta a un -40% di gas serra, mentre in materia di qualità dell'aria, l'impegno è il rispetto dei limiti di legge per le polveri sottili  (50 microgrammi al metro cubo per un massimo di 35 giorni l'anno). Rispetto nei confronti del quale, invece, il nostro paese è spesso inadempiente, tanto da meritare anche quest'anno una procedura d'infrazione da parte di Bruxelles.

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