Ultimo aggiornamento  25 marzo 2019 09:43

Oms: 5 mosse per salvare la vita.

Marina Fanara ·

Con 1,25 milioni di vittime l'anno, gli incidenti stradali sono un'emergenza in tutto il pianeta. Colpa soprattutto della velocità eccessiva che provoca 1 morto ogni 3 sinistri. La denuncia arriva dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha elaborato il primo Rapporto mondiale sulla sicurezza stradale, secondo il quale l'incidentalità è un problema di sanità pubblica in ognuno dei 178 paesi analizzati. Per correre ai ripari, l'Oms ha lanciato la campagna Safe Lives#SlowDown e suggerito 5 misure urgenti per indurre gli automobilisti al rispetto dei limiti e favorire la mobilità sostenibile, a tutela delle persone e dell'ambiente.

Meno velocità, più salute

"L'adozione di soluzioni tecniche e normative per contrastare gli incidenti, soprattutto quelli dovuti a un'andatura eccessiva o non adeguata alle condizioni della strada", ha sottolineato Margaret Chan, direttore generale Oms, "fanno parte di quella che noi chiamiamo gestione della velocità di cui ogni Paese dovrebbe dotarsi. Gli interventi proposti renderebbero le strade più sicure a tutti gli effetti: in termini di vite salvate e di riduzione dello smog che, a sua volta, diminuisce il rischio di malattie, anche mortali, riconducibili all'inquinamento". 

Manovre per rallentare

Il primo dei provvedimenti consigliati, soprattutto in città, riguarda la conformazione delle strade: corsie ristrette, zone 30, rotonde, marciapiedi estesi, passaggi pedonali rialzati costringono l'automobilista a rallentare, favoriscono l'uso della bici e gli spostamenti a piedi e, di conseguenza, migliorano l'aria e la salute di tutti i cittadini. La lista dell'Oms include, inoltre: limiti di velocità differenziati in base alla tipologia della strada, sistemi elettronici (come autovelox e telecamere) che consentano alle forze dell'ordine di controllare l'effettivo rispetto delle norme, dispositivi intelligenti a bordo auto in grado di allertare il conducente in caso di andatura oltre il consentito e di rallentare o frenare automaticamente in caso di emergenza, campagne d'informazione sul fattore velocità.

Rischio calcolato

Un pericolo che, stando ai numeri del rapporto Oms, è fortemente influenzato da alcuni fattori: l'età e il sesso dei conducenti (gli uomini e i giovani corrono di più rispetto alle donne e a chi è più maturo), l'uso di alcol e di sostanze che abbassano l'attenzione e lo stato delle infrastrutture. Gli effetti dell'alta velocità sono impressionanti: "Ogni chilometro in più rispetto ai limiti consentiti", si legge nello studio, "aumenta di 4-5 punti percentuali la probabilità che si verifichi un incidente mortale". A farne le spese sono soprattutto i più deboli, pedoni e ciclisti: "Chi attraversa la strada e viene investito", sottolinea ancora il Rapporto, "ha il 20% di probabilità di morire se l'auto viaggia a 50 chilometri orari, ma a 80 all'ora un pedone in oltre il 60% dei casi perde la vita".

In Italia, secondo gli ultimi dati ACI-Istat, l'eccesso di velocità è la seconda causa d'incidente con morti e feriti, dopo la distrazione dovuta soprattutto all'uso dello smartphone e prima del mancato rispetto della precedenza.

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