Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 18:00

Tourist Trophy 2017, si parte.

Antonio Vitillo ·

Il 27 maggio parte l’edizione 2017 del Tourist Trophy, che si concluderà il 9 giugno. Non c’è, forse, sulla terra gara motociclistica più folle e affascinante di questa. Teatro della competizione lo Snaefell Mountain Circuit, tracciato stradale lungo 60,72 chilometri, che si snoda fra i piccoli centri abitati dell’Isola di Man, nel Mare d’Irlanda, correndo tra muri in pietra e pali del telefono, piegando sui tombini, letteralmente saltando quando si attraversano dossi e ponticelli. Non è corsa per piloti dallo stomaco debole. Per essere competitivi si deve essere in grado, oltretutto, di tenere medie di oltre 200 chilometri orari, fra centinaia di curve. 

Salita pericolosa

Come se non bastasse, la “pista” dalla pianura sale in montagna, dove le vie di fuga altro non sono che paurosi dirupi a bordo strada. Ed è proprio sul tratto Mountain che si raggiungono i picchi di velocità. Nel 1976, per l’eccessiva pericolosità, la Federazione Motociclistica Internazionale radiò questa gara dal novero di quelle valide per il Campionato del Mondo. E non fu più il Gran Premio di Gran Bretagna. Ma la gara ha continuato a vivere. Terreno di sfida di piloti come Joey Dunlop, Giacomo Agostini, Mike Hailwood, John Surtess, prima ancora di Carlo Ubbiali e Omobono Tenni. Dal 1907 a oggi sono 150 i piloti hanno trovato la morte su queste strade.

Mille tradizioni

Anche se nessun’altra gara al mondo ha un simile record, non si può dire che il Tourist Trophy  sopravviva a stento. Vive piuttosto delle sue particolari tradizioni, storie ed usanze, alcune addirittura sono un vero e proprio rituale da compiere. Come il saluto porta fortuna che i piloti, appena sbarcati sull’isola, fanno al Ponte degli Elfi. O quel cenno rispettoso fatto mentre si passa sotto casa della Dama Bianca, storica fondatrice della T.T. Marshal Association, così chiamata per il candore della sua divisa da commissario. Il paddock in prato è dietro la vecchia Grandstand, la tribuna che sovrasta il rettilineo del traguardo, oltre il quale il tabellone segnatempi in legno è aggiornato a mano da alcuni boy scout, semplicemente col gesso. È così da sempre. Il Tourist Trophy è una fissazione per gli amanti del motociclismo, che affollano l’isola fra la Gran Bretagna e l’Irlanda nelle due settimane di gara. Sono essi stessi uno spettacolo, assiepati su prati e muretti a bordo “pista” mentre ascoltano la cronaca di gara live dai megafoni di Radio T.T., ammantati del fascino del “rocker”, basettoni larghi e giacca di pelle sciupata dal vento. Nei pub, la sera, la birra scorre a fiumi.

Cronaca on line

Sulla promenade di Douglas è permesso fare passerella mascherati in moto o fare “burnout” (far sgommare la ruota posteriore a moto ferma) davanti al teatro che ospita concerti di datati artisti rock come Suzi Quatro per esempio. E' ora che la 98a edizione del Isle of Man Tourist Trophy inizi: un evento a cui ciascun vero appassionato di moto dovrebbe, almeno una volta, partecipare per comprenderne la follia. Ed il fascino che emana. Intanto Radio T.T. è on line.

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