Ultimo aggiornamento  20 febbraio 2019 12:01

La buona stella di Ringo Starr.

Giuseppe Cesaro ·

“Ho chiesto a una ragazza cosa voleva diventare, mi ha risposto: ‘Baby: non capisci? Voglio essere famosa: una stella del cinema. Nel frattempo, però, puoi fare qualcosa: puoi guidare la mia macchina, baby. Guida la mia macchina, diventerò una star e forse ti amerò’. […] Ho detto alla ragazza che potevo iniziare subito e lei mi ha detto: ‘Ascolta, baby, c’è una cosa che devo dirti: non ho una macchina, e mi si spezza il cuore, ma ho trovato un autista, ed è un inizio. Beep beep mm, beep beep yeah!”

È “Drive My Car” (“Guidami la macchina”), brano di apertura dell’album “Rubber Soul” (1965, numero 5 tra i 500 dischi più grandi di sempre, secondo “Rolling Stone”). Loro, naturalmente, sono la più grande rock band di tutti i tempi. Il nome non serve. E, infatti, sulla copertina di “Rubber Soul” non c’è. Alla batteria, Ringo Starr (al secolo Richard Henry Starkey, Liverpool, 7 luglio 1940) che non sarà il più grande batterista di sempre, ma è certamente uno dei più importanti, dato che per il suo stile e il suo lavoro con i Beatles, molti grandissimi lo considerano il loro ispiratore.

Era il 19 maggio 1980

Perché ne parliamo oggi? Perché il 19 maggio 1980 (37 anni fa esatti) Ringo – che sta viaggiando sulla A3, insieme alla futura moglie Barbara Bach (Bond Girl in “La spia che mia amava”, 1977) - all’altezza della rotonda Robin Hood a Kingston, è costretto a svoltare bruscamente per evitare un camion: perde il controllo della sua Mercedes-Benz 280SE 3.5 Coupé del ’69, colpisce il cordolo, si impenna, cappotta due o tre volte e atterra sulla schiena.

L’auto è distrutta. Ringo si ritrova sbalzato sull’erba dell’aiuola spartitraffico, mentre Barbara rimane incastrata tra le lamiere. Il Beatle si riprende e soccorre la donna che, per fortuna, non ha subito danni seri. I due se la caveranno con qualche taglio e abrasione. Quasi nello stesso punto, 3 anni prima (16 settembre 1977) aveva perso la vita Marc Bolan: 29 anni, icona del glam-rock. Era scoppiato uno pneumatico e la Mini 1275GT guidata dalla fidanzata di Bolan - Gloria Jones - si era schiantata contro un albero. La ragazza era stata ricoverata con mandibola rotta e alcune fratture al viso; il chitarrista, invece, era morto sul colpo. L’incidente alla rotonda Robin Hood cambia la vita di Ringo e lo convince a chiedere a Barbara di sposarlo.

“Ho pensato – dichiara – che se eravamo sopravvissuti a un incidente del genere, saremmo potuti sopravvivere a qualunque cosa”. Vero, evidentemente. I due – sposati dal 37 anni (era il 27 aprile 1981) – sono una delle coppie più solide e affiatate di tutto lo showbiz. Che fine ha fatto la Mercedes? Ringo l’ha fatta ridurre a un cubo di lamiera e l’ha trasformata in un tavolino da caffè. Tavolino che fa bella mostra di sé nella residenza della coppia nei pressi di Ascot, per ricordare a entrambi e agli amici il rischio corso nel giorno che ha cambiato la loro vita.

Nei Beatles per una Zodiac

Che Ringo fosse un ragazzo particolarmente fortunato, lo si era capito subito: viene arruolato nei “Fab Four” un istante prima che esplodano, diventando la band più grande e famosa della storia. Perché proprio lui? “Lo amavamo – spiega Paul McCartney - era di gran lunga il più bravo batterista che avessimo mai sentito. Eravamo suoi grandi fan e lo volevamo nel gruppo. E poi aveva la barba, era grande e sapevamo che aveva una Ford Zodiac". In effetti, poco prima di unirsi al gruppo, Ringo aveva acquistato una Ford Zephyr Zodiac Mk II, usata, della metà degli anni Cinquanta, la cui migliore qualità era quella di avere un bagagliaio abbastanza grande per ospitare una batteria.

La Facel Vegal Facel II del ‘64

Quel 19 maggio 1980, però, non è la prima volta che il nostro se la vede brutta al volante. È già successo. 1964: i Beatles hanno appena girato il loro primo film “A Hard Days Night”, stanno sfondando negli Stati Uniti, con 5 singoli ai primi 5 posti delle classifiche e in tutto il mondo esplode la Beatlesmania. In uno stand del Earls Court Motor Show di Londra, Ringo mette gli occhi su un’autentica meraviglia: una francese. È una Facel Vegal Facel II: carrozzeria firmata da Jean Daninos, motore Chrysler Typhoon (V8, 6765cc, 390bhp) capace di portare 1.800kg. di auto da 0 a 100 in poco più di 7 secondi e di farle raggiungere i 213km/h.

La Facel Vegal Facel II (prodotta in soli 182 esemplari tra il ’62 e il ’64) era considerata la quattro posti più veloce del mondo. Ed è anche una delle più care: 5,570 sterline, l’equivalente del costo di un paio di appartamenti nella capitale inglese. Oggi la valutazione parte da 175mila: circa 200mila euro. Non a caso tra i suoi fortunati (visto che se la possono permettere) possessori troviamo Frank Sinatra, Pablo Picasso, la Principessa Grace di Monaco, e il “re senza corona”: Stirling Moss, secondo per ben quattro volte di fila (1955, ’56, ’57 e ’58) al Mondiale di F1. Quello tra il ventiquattrenne batterista e l’esclusiva francesina è amore a prima vista.

L'accendino d'oro

Qualche tempo dopo, Ringo stacca un assegno e attende che gli consegnino la Facel alla sua nuova casa in stile Tudor a Sunny Heights, Weybridge (Surrey). All’epoca, il distributore inglese omaggiava i suoi prestigiosi clienti con un accendino d’oro e, poco dopo aver ricevuto le chiavi della FVF II, Ringo – dando, per l’ennesima volta, prova del suo proverbiale umorismo - chiede: “Dov’è il mio accendino?”. Poco dopo che il ragazzo di Liverpool supera l’esame della patente, Alf Bicknell (tra ’64 e ‘66 autista e road manager dei Beatles: "Non mi trattavano come un dipendente – dichiarerà - ma come uno dei loro amici.") lo accompagna a fare un giro inaugurale al volante della nuova meraviglia.

L’autostrada è grande e sgombra, l’auto potente e veloce e Ringo comincia a spingere sull’acceleratore. Un po' troppo, a dire la verità: 180, 190, 200 all’ora. A un certo punto, sulla corsia di sorpasso, scoppia uno pneumatico e si sfiora la tragedia. Per fortuna la francesina tiene botta egregiamente, dimostrando un’eccellente tenuta di strada, e i due riescono ad accostare, incolumi, sulla corsia d’emergenza. Pare che sia in seguito a questo sfiorato incidente, che Paul, John e George sono riusciti a convincere il loro amico e batterista a vendere la Facel: che senso aveva rischiare che il sogno si trasformasse in incubo, proprio quando i “Fab Four” erano volati più in alto di Elvis e stavano per cambiare per sempre il volto della musica del Novecento? Nessuno.

Mini Cooper Radford De Ville ‘67

Deve averlo pensato anche Ringo, visto che, un paio d’anni dopo (1967), decide di acquistare da Brian Epstein (il manager dei Beatles)  un’auto decisamente più piccola e tranquilla: una Mini. Piccola e tranquilla, non significa, però, priva di personalità. E così il nostro affida la sua Mini alla Harold Radford & Co Limited (Melton Court, South Kensington) autentici maghi delle customizzazioni, capaci di trasformare qualunque auto in un’auto tutt’altro che qualunque. Grazie ad Harold Radford & Co, la Mini di Ringo diventa una piccola perla, elegante ed esclusiva: due colori – rosso amarena la carrozzeria, bianco avorio il tetto, sedili in pelle, plancia in noce, cerchi in lega, tappetini in agnello. Senza dimenticare, il portellone per caricare la batteria, naturalmente. La strada del grande rock è ancora lunga. E il nostro – che compirà 77 anni tra poco più di un mese – è intenzionato a percorrerla fino in fondo. Peace & Love.

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