Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2019 15:49

Volvo: Diesel addio, dal 2023.

Enrico Artifoni ·

L’annuncio fa l’effetto di una bomba d’acqua. Non è ancora un'alluvione, ma apre un primo importante varco nella diga eretta dai costruttori europei di auto per proteggere i loro investimenti dopo lo scoppio del Dieselgate di Volkswagen. “Volvo non svilupperà una nuova generazione di motori a gasolio, perché il costo per rispettare le norme sulle emissioni sta diventando troppo alto”.

Trecento euro di troppo

Lo ha detto il Ceo dell’azienda svedese, Hakan Samuelsson, in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung rilanciata dall’agenzia Reuters. Lo stop, ha aggiunto il numero uno di Volvo, vale “nella prospettiva di oggi”, che vede i produttori di auto sotto attento esame da più parti per le emissioni reali dei motori Diesel, soprattutto per quanto riguarda i Nox, e fa prevedere un’ulteriore stretta normativa, che secondo Goldman Sachs potrebbe tradursi in un costo aggiuntivo di altri 300 euro per motore, oltre ai 1.300 che già oggi bisogna sborsare in più a rispetto a un equivalente propulsore a benzina.

Un idillio mai nato

Una presa di posizione tattica, per limitare i danni visto che Volvo ha portato al debutto appena quattro anni fa una nuova famiglia di motori Diesel frutto di un consistente investimento, o una scelta strategica? Certo è, a differenza delle maggior parte delle case europee, in passato l’azienda svedese non ha mai dato dimostrazione di credere davvero all’alimentazione a gasolio. Ma visto che la clientela, specialmente quella business, la richiedeva, corse ai ripari a suo tempo “dieselizzando” il suo motore di riferimento, cioè il cinque cilindri a benzina. E solo grazie ai soldi messi sul piatto dai nuovi padroni cinesi di Geely ha messo mano infine alla realizzazione di una più moderna unità: quel quattro cilindri 2.0 che in diverse varianti di potenza viene proposto attualmente su tutti i modelli offerti in Europa e anche dopo l’esplosione dello scandalo Volkswagen ha continuato a intercettare gran parte delle preferenze (il 90% sull’ammiraglia XC90) in un continente dove ancora oggi il Diesel vale in generale oltre la metà delle nuove immatricolazioni.

Omaggio a Tesla

“Lo sviluppo sui Diesel attuali proseguirà”, ha precisato Samuelsson. E la produzione di questi motori dovrebbe continuare per altri sei anni almeno. Ma i nuovi investimenti saranno tutti a favore delle auto elettriche e ibride plug-in, rese più attraenti non solo dalle norme più restrittive sulle emissioni ma anche da innovatori come Tesla, a cui il ceo di Volvo riconosce di aver intuito prima di altri la direzione giusta. Anche nel settore del premium, anzi prima ancora che in altri, ci può essere spazio per questo tipo di auto. E la casa svedese ci sarà, con la prima elettrica “pura” sul mercato dal 2019.

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