Ultimo aggiornamento  20 aprile 2019 22:21

Diesel Fca, braccio di ferro con Bruxelles.

Redazione ·

La notizia era stata anticipata dal quotidiano tedesco Handelsblatt: una proceduta di infrazione contro l'Italia in arrivo dall'Unione europea. Motivo, il governo di Roma avrebbe volutamente ignorato la presenza di dispositivi irregolari per il controllo delle emissioni in alcuni motori diesel del gruppo Fiat Chrysler. La Commissione ha tirato dritto, nonostante il ministro dei Trasporti Delrio avesse fatto sapere di non aver ricevuto "nessuna richiesta  di ulteriori informazioni rispetto  a quelle già fornite nei mesi precedenti". Chiedendo di "rimandare l’ avvio della proceduta di infrazione in attesa di ricevere una lettera di  richiesta di  chiarimenti  sulle questioni sollevate dai vostri uffici competenti, come concordato durante l'ultima conversazione telefonica" con la Commissaria per il mercato interno Elzbieta Bienkowska. Il ministro aveva comunque detto che l'azione di Bruxelles è "particolarmente deludente" e che Fca è in regola. 

Accuse da Berlino

La storia è iniziata nel 2016 quando Alexander Dobrindt, ministro dei trasporti tedesco, aveva ripetutamente denunciato emissioni irregolari da parte dei motori diesel Fca 2.0 Multijet montati sulle Fiat 500X, sui Doblò e sulla Jeep Renegade. Secondo test in condizioni reali condotti in Germania, a questi motori sarebbe stata applicato un software in grado di manipolare il valore delle emissioni di Nox. Le accuse erano state subito smentite sia da Fca che dal governo italiano. Per entrambi non esistevano irregolarità e i software erano utilizzati soltanto per proteggere il motore, secondo le linee della normativa comunitaria. 

Nulla di fatto 

A seguito delle denunce provenienti da Berlino, Bruxelles aveva aperto una procedura arbitrale davanti alla Commissione Europea che si è conclusa ai primi di marzo del 2017 con un nulla di fatto, anche perché Fca aveva volontariamente richiamato alcuni dei modelli interessati, proprio per migliorare le performance dei propulsori in materia di emissioni. Bienkowska si era comunque riservata altre azioni legali in futuro per fare piena luce sulla vicenda. A valle, cominciata nel settembre del 2015 negli Stati Uniti con lo scandalo delle emissioni truccate del gruppo Volkswagen.

Nel frattempo arriva un'altra procedura di infrazione contro il nostro Paese: questa volta sul tappeto le concessioni autostradali. La Commissione Europea ha deferito l'Italia davanti alla Corte di giustizia per la proroga di 18 anni concessa, senza bando di gara, alla Società Autostrada Tirrenica per la A12, Civitavecchia Livorno. 

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