Ultimo aggiornamento  17 settembre 2019 09:20

Il rifiuto diventa energia.

Redazione ·

Ingegneri e ricercatori dell'Università della CaliforniaRiverside, hanno studiato un processo chimico a basso costo per trasformare le bottiglie di vetro in anodi di silicio e nanoparticelle e usarli come lato di carica negativa delle batterie ad alte prestazioni per le auto elettriche.

Riciclare gli scarti

Il biossido di silicio presente in miliardi di bottiglie di vetro, che ogni anno finiscono nelle discariche, potrebbe sostituire la grafite come materiale per gli anodi, appunto il polo negativo delle batterie: infatti il silicio può memorizzare fino a 10 volte più energia, secondo i ricercatori.

Il problema di questo materiale è la tendenza ad espandersi e contrarsi durante la carica e il consumo, il che lo renderebbe instabile. La squadra degli scienziati californiani ha superato questo problema ridimensionando la nanoscala: inserendo una forma quasi pura di diossido di silicio e attraverso una reazione chimica, arrivano a immagazzinare quasi quattro volte più energia rispetto agli anodi di grafite comune. "Abbiamo constatato che un oggetto di scarto, come le bottiglie di vetro, trasformato in un componente delle batterie, incamera più energia, carica più velocemente ed è più stabile rispetto ai consueti prodotti commerciali“, ha detto Changling Li, ingegnere e fondatore del gruppo di ricerca. 

Migliaia di batterie

I ricercatori di Riverside hanno, inoltre, rivestito le nanoparticelle con carbonio per migliorare la stabilità e la conservazione dell'energia. Una bottiglia di vetro produce abbastanza nanosiliconi per realizzare centinaia o addirittura migliaia di batterie, a seconda della grandezza. La squadra ha già sviluppato e testato questo tipo di batteria con anodi e ioni di litio in altri materiali ecologici come i funghi portobello e la sabbia.

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