Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 04:14

Auto in borsa: chi scende e chi sale.

Monica Secondino ·

I mercati azionari non sempre sanno emozionarci. Le loro storie sono a volte ci sfuggono non fanno tanto notizia. Invece le classifiche che sanno esprimere ci piacciono un sacco e, alla fine del primo quadrimestre del 2017, come si faceva ai tempi della scuola, è utile tirare le somme e vedere chi è stato il migliore e chi il peggiore nel settore auto.

Gli estremi si toccano

In borsa studiare il passato serve sempre per capire meglio il presente e il futuro. Vediamo quindi le prestazioni dei marchi a quattro ruote sui principali mercati. Al primo posto, con un rialzo, in euro, del 42% c’è Tesla e al terzo posto troviamo Ferrari (pardon Race) con una crescita del titolo azionario che sfiora il 25%. Due storie estreme. La prima un’azienda che ha dato uno scossone all’industria automotive in termini di innovazione e sviluppo, capitanata da un imprenditore visionario su cui si potrebbe discutere per ore, che non ha ancora messo giù un utile e vende molto meno di quello che ci si sarebbe aspettati: la borsa la premia, vedremo se continuerà. La seconda un’azienda che compie quest’anno settant’anni che, per la prima volta l’anno scorso ha venduto più di 8.000 auto, principalmente perché il suo leader massimo attuale ha rivoluzionato la strategia del suo fondatore prima e di Montezemolo poi.

Fuori i secondi

E al secondo posto? Con un rialzo in borsa del 36% troviamo Geely, azienda cinese che nel 2016 ha messo a segno un ottimo risultato in termini sia di vendite che di utili e ha venduto 766.000 auto. E poi c’è un dettaglio non da poco: possiede Volvo. La casa svedese l’anno scorso ha fatto registrare un anno record di vendite associato ad un utile significativo e alcuni stanno già pensando ad un suo possibile sbarco in Borsa. La differenza tra la prima e la seconda classificata è davvero poca cosa ma assume contorni completamente diversi se si pensa ai risultati delle due azioni nel 2016: Tesla ha perso poco meno del 2% mentre Geely è salita più del 90%. Due storie diverse: nel primo caso la Borsa sta premiando un sogno, nel secondo caso sta premiando progetti e investimenti basati su elementi molto più concreti e misurabili. Due facce di una stessa medaglia e, nel dubbio, i mercati scommettono su entrambe.

I migliori tra i peggiori

Al primo posto dei peggiori, quasi a parimerito, con una perdita che sfiora il 12%, sempre in euro, troviamo i due lati del mondo: Toyota da una parte e Ford dall’altra. La prima con ottime vendite ma con profitti in calo, più o meno come la seconda, che era già stata fanalino di coda nel 2016, ma lì se l’era giocata con Renault. Al terzo posto, con una perdita del 5,60% c’è Tata motors, che precede Honda. La società indiana, proprietaria di JLR, ha varato una serie di misure per cercare di razionalizzare costi e filiera produttiva ma forse anche l’incertezza legata alla Brexit ha penalizzato le sue quotazioni. Mentre per i best performer la Borsa sembra premiare cose diverse, a seconda della storia, nel caso dei peggiori sembra essere effettivamente concentrata su potenziale futuro legato alle vendite e ai margini.

E' questo l'eterno dilemma di chi deve investire: meglio puntare su un cavallo che ha già fatto tanta strada e potrebbe accusare un po’ il colpo per via della stanchezza oppure su uno che viene da mesi di sconfitte, ha fatto una cura ricostituente e ha voglia di rivalsa? A voi l’ardua sentenza, tanto poi i mercati fanno quello che vogliono.

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