Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2019 07:14

Uber, Bruxelles dice la sua.

Redazione ·

I guai di Uber non finiscono mai. Gli ultimi, anche se la società di ride hailing minimizza, vengono dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Il tribunale di Bruxelles è chiamato a dirimere una questione sollevata da una compagnia di taxi di Barcellona che ha accusato i californiani di concorrenza sleale, in quanto il loro servizio non sottostarebbe alle stesse leggi che governano le tradizionali compagnie di trasporto urbano.

App uguale taxi

La decisione definitiva è attesa per la fine dell'anno, ma intanto il polacco Maciej Spuznar, avvocato generale della Corte, ha chiarito in un parere non vincolante ma solitamente molto ascoltato, che "il servizio offerto da Uber deve essere qualificato come attinente al settore dei trasporti". In pratica la società californiana dovrebbe essere soggetta alle stesse leggi che regolano i taxi nei vari Paesi e quindi anche a possedere le licenze necessarie per operare il servizio, a seconda dei regolamenti nazionali in proposito. "Si tratta - dice ancora l'avvocato dell'Unione - dell'organizzazione e della gestione di un sistema completo di trasporto urbano su richiesta".

In attesa della sentenza

La causa in discussione presso la Corte risale al 2014 quando la "Association professional elite taxi" di Barcellona accusò Uber, presso il locale foro commerciale, di concorrenza sleale. E' stato il tribunale della città catalana a chiedere che l'unione europea intervenisse con un parere chiarificatore. Da parte sua Uber non ha commentato ufficialmente la presa di posizione di Spuznar, limitandosi a dire che rimane in attesa di una sentenza definitiva. "Ci auguriamo tuttavia - dice una nota dell'azienda californiana - che quanto successo oggi non rallenti i necessari processi di aggiornamento di leggi datate, che impediscono a milioni di europei di accedere a corse affidabili con un semplice clic". 

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