Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 16:47

Villeneuve, il mito in mostra.

Redazione ·

Era l'8 maggio 1982 quando a Zolder - durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio - Gilles Villeneuve moriva schiantandosi con la sua Ferrari 126 C2. A 35 anni da quel tragico giorno, lo Spazio Oberdan di Milano ospita, dal 21 aprile al prossimo 16 luglio, la mostra "Wow, Gilles!", curata da Giorgio Terruzzi, organizzata da ViDi, con il patrocinio di AC Milano, che ripercorre la storia umana e sportiva del campione, attraverso oltre 170 fotografie di Ercole Colombo.

Istantanee storiche

Il racconto fotografico inizia dal 1950, anno della nascita di Gilles, e analizza il periodo dell'infanzia e del primo approccio ai motori dell'astro nascente della F 1. Documentato anche il suo debutto nel mondo delle monoposto nel 1973, con Formula Ford, Formula Atlantic, Formula 2, per poi arrivare all’esordio nella serie regina, al volante di una McLaren, nel Gran Premio di Gran Bretagna nel 1977. Nell'agosto dello stesso anno, a Maranello, Villeneuve incontra per la prima volta Enzo Ferrari: “Quando mi presentarono quel piccolo canadese - ricordava il fondatore del cavallino - riconobbi subito in lui il fisico di Nuvolari e mi dissi: dagli una possibilità”.

5 anni intensi

Nelle foto c'è tutto il Gilles che ricordiamo. Dai primi incidenti, che gli fecero affibbiare il soprannome di "Aviatore" - Gilles per la sua irruenza spesso si trovava fuori pista - alla prima vittoria, ottenuta sul circuito di casa nel 1978, al duello epico con René Arnoux nel Gran Premio di Francia a Digione, 1979. Sorpassi, azzardi, sbandate, e contatti che fecero nascere, soprattutto tra i tifosi della Rossa, quella “febbre Villeneuve” che in fondo non è mai guarita. La mostra si chiude con la sala dedicata al figlio Jacques. La sua esperienza in pista è durata solo 5 anni, dal 1977 al 1982, ma anche lui è rimasto nel cuore di tutti gli appassionati.

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