Ultimo aggiornamento  16 luglio 2019 10:23

Uber, quanti guai con la giustizia.

Patrizia Licata ·

Uber scivola sul pericoloso terreno dei software-spia e finisce nel mirino del dipartimento di Giustizia americano: è stato infatti aperto un fascicolo penale nei confronti del colosso del ride hailing per l'utilizzo di Greyball, il software che sarebbe stato usato da Uber per evitare che le sue auto fossero intercettate dalle autorità nelle città in cui il servizio era vietato.

L'agenzia di stampa Reuters riferisce che Uber ha ricevuto un mandato da un gran giurì della California che chiede di esibire documenti che spieghino come funziona Greyball e dove è stato usato. E' la prova, sottolinea Reuters, che l'indagine penale federale è partita, anche se né Uber né il dipartimento di Giustizia Usa hanno rilasciato commenti.

Pessima pubblicità

Greyball, però, esiste: non è più un'indiscrezione di stampa. Il New York Times aveva denunciato a marzo l'utilizzo di questo programma per aggirare i controlli in alcune città, come Portland, nell'Oregon; Uber ha subito scritto alle autorità di Portland spiegando di aver usato Greyball in modo "molto moderato" e di averlo disattivato dopo l'articolo del New York Times. Uber ha anche sostenuto che Greyball serviva soprattutto a salvaguardare i suoi addetti, ma il danno di immagine negli Stati Uniti è stato notevole.

Come funziona Greyball

La tecnologia di Greyball individua gli utenti di Uber che usano una versione della app diversa da quella standard. A quel punto Greyball rende invisibile la reale posizione delle macchine di Uber - in teoria, per evitare aggressioni ai conducenti. Il programma faceva parte di un sistema più ampio, chiamato Violation of Terms of Service, con cui Uber analizzava dati delle carte di credito, dello smartphone, della posizione geografica e altro ancora per capire se la chiamata era legittima ed evitare frodi. Tuttavia Greyball era in grado anche di identificare le chiamate provenienti da funzionari delle autorità mandati in giro in cerca di auto Uber al lavoro illecitamente, per multarle o ritirarle dalla circolazione. Il Portland Bureau of Transportation ha detto che Uber, grazie a Greyball, ha evaso decine di chiamate di 16 suoi controllori a dicembre 2014, prima che la società ottenesse il via libera a operare.

Sonni (quasi) sereni

Il dipartimento di Giustizia vuole ora vederci chiaro. E' l'ennesimo guaio legale per Uber, ma la società del ride-hailing può dormire sonni non troppo agitati: il mandato federale su Greyball non è un'accusa né prova che Uber abbia commesso alcuna violazione. In più, un giudice della California ha decretato che non ci sono prove sufficienti a sostegno delle accuse mosse da Waymo, società di Google sulla guida autonoma, per presunta sottrazione di segreti industriali. E' infatti dimostrato che l'ingegnere Anthony Levandowski, che lavorava per Waymo ed è poi passato in Uber, abbia scaricato 14.000 documenti dopo aver lasciato l'azienda di Google, ma non ci sono prove che Uber lo sapesse, lo abbia chiesto o abbia usato i documenti. E dunque giudizio sospeso - per ora.

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