Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 12:58

Grafene low-cost per le super-batterie.

Luca Bevagna ·

Più autonomia e energia specifica con il grafene. L’auto elettrica del futuro sembra puntare sul nanomateriale costituito da atomi di carbonio per conquistare definitivamente la scena. Il grafene -utilizzato nei contatti di una batteria al litio - potrebbe far viaggiare l’elettrica senza limiti. O quasi. E con tempi di ricarica inferiori a quelli attuali e misurabili in minuti invece che ore. Il tutto a zero emissioni.

Prezzo esagerato e soluzione accessibile

Non tutto però sembra facile: “Uno dei limiti è il costo visto che un grammo di grafene ha un prezzo di circa 50 mila euro”, spiega Roberto Cingolani, direttore dell’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Difficile quindi possa essere utilizzato nella grande produzione di veicoli di serie. L’occasione però non può essere persa, per questo all’IIT si lavora ad una “speciale versione stampabile dal costo di 2 euro al grammo”, continua Cingolani. In pratica una vernice di grafene da applicare sugli elettrodi.

Si perde qualcosa ma ...

Ovviamente bisogna rinunciare a qualcosa: “In questa forma, il grafene perde i due terzi delle sue caratteristiche funzionali ma comunque è in grado di realizzare batterie da circa 200 watt per kg, a parità di peso il 30% in più di energia rispetto a quelle attuali”, conclude Cingolani. E senza grandi variazioni produttive visto che ci sarebbe solo da “spalmare” il grafene sull’elettrodo, lasciando inalterato il resto della chimica della batteria. 

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