Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 06:52

Zuckerberg impara da Ford.

Francesco Paternò ·

Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook, ha passato la giornata di giovedì scorso nella fabbrica della Ford di Rouge, alle porte di Detroit. Uno stabilimento storico per il costruttore: in funzione dal 1927, qui Henry Ford cominciò ad applicare la sua idea di avere in un luogo ogni fase della lavorazione, dalle materie prime al veicolo finito. Rouge diventò la più grande ed efficiente struttura produttiva del mondo fino agli anni ’50, modelli della fabbrica in forma ridotta furono costruiti da Ford a Dagenham in Inghilterra e a Colonia in Germania.

Critici con Trump

Zuckerberg ha raccontato ovviamente in un post la sua esperienza a Rouge (con emoticon sorridente finale), accolto dagli operai sulla linea di montaggio dell’F-150, il modello più venduto d’America, e dal presidente Bill Ford. Un modo più che simbolico per suggellare il matrimonio del nuovo secolo fra auto e internet. Nota a margine, i due manager sono rimasti fra i più critici con l’amministrazione Trump, al contrario di altri omologhi sia di Detroit che della Silicon Valley.

La processione a Rouge

Nel post, il capo di Facebook spiega come abbia provato a dare una mano agli operai nell’assemblaggio di piccoli particolari del veicolo nella sua prima visita nel Michigan, patria dell’auto americana. Curioso che proprio a Rouge ci sia stata – all’inizio del secolo scorso - una processione di manager stranieri che visitavano la fabbrica per imparare da Ford come costruire un’auto in modo più efficiente. Prima di Zuckerberg, qui sono passati nel 1929 Giovanni Agnelli e Kiichiro Toyoda, poi nel 1950 il suo successore Eiji Toyoda (che una volta tornato in Giappone capì quanto fosse impossibile copiare il tipo di produzione e inventò la produzione snella). Ancora prima ma nell’altra fabbrica di Highland Park si erano visti Louis Renault, André Citroen, Herbert Austin e William Morris.

“Pensare il futuro”

Zuckerberg ha inquadrato il suo viaggio nella prospettiva di allargare ancora i suoi affari di colosso tech mondiale, “parlando con più persone” per capire meglio “come vivono, lavorano e pensano il futuro”. Magari ce lo ricorderemo come un inizio di campagna elettorale. “Ha incontrato i nostri dipendenti – ha scritto una portavoce della Ford, Susan Krusel, in una email al Detroit Free Press – per imparare come lavorano e come incorporano nuova tecnologia e innovazione nel loro business”. E' anche così che si diventa politici, da Detroit. 

Critici con Trump

Zuckerberg ha raccontato ovviamente in un post la sua esperienza a Rouge (con emoticon sorridente finale), accolto dagli operai sulla linea di montaggio dell’F-150, il modello più venduto d’America, e dal presidente Bill Ford. Un modo più che simbolico per suggellare il matrimonio del nuovo secolo fra auto e internet. Nota a margine, i due manager sono rimasti fra i più critici con l’amministrazione Trump, al contrario di altri sia di Detroit che della Silicon Valley, che si sono avvicinati al neo presidente.

La processione a Rouge

Nel post, il capo di Facebook spiega come abbia provato a dare una mano agli operai nell’assemblaggio di piccoli particolari del veicolo nella sua prima visita nel Michigan, patria dell’auto americana. Curioso che proprio a Rouge ci sia stata – all’inizio del secolo scorso - una processione di manager stranieri che visitavano la fabbrica per imparare da Ford come costruire un’auto in modo più efficiente. Prima di Zuckerberg, qui sono passati nel 1929 Giovanni Agnelli e Kiichiro Toyoda, poi nel 1950 il suo successore Eiji Toyoda (che una volta tornato in Giappone capì quanto fosse impossibile copiare il tipo di produzione e inventò la produzione snella). Ancora prima ma nell’altra fabbrica di Highland Park si erano visti Louis Renault, André Citroen, Herbert Austin e William Morris.

“Pensare il futuro”

Zuckerberg ha inquadrato il suo viaggio nella prospettiva di allargare ancora i suoi affari di colosso tech mondiale, “parlando con più persone” per capire meglio “come vivono, lavorano e pensano il futuro”. “Ha incontrato i nostri dipendenti – ha scritto una portavoce della Ford, Susan Krusel, in una email al Detroit Free Press – per imparare come lavorano e come incorporano nuova tecnologia e innovazione nel loro business”. 

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