Ultimo aggiornamento  16 febbraio 2019 10:53

Provaci ancora, Tony.

Flavio Pompetti ·

NEW YORK - "Fix it Again, Tony" (riparala ancora, Antonio). L’acronimo della Fiat era usato con una punta di ironia quarant’anni fa negli Usa per descrivere la figura del meccanico da bottega, quello che riparava la auto nell’officina nel retro della pompa di benzina, con il pavimento stratificato da olio e polvere, e gli attrezzi sparsi alla rinfusa. Oggi quella professione non esiste più. E’ stata rimpiazzata da una nuova generazione di operatori che lavorano in concessionaria, sotto i cartelli che pubblicizzano un costo orario del loro lavoro che in media raggiunge i 125 dollari.

Salario a sei cifre

Anche dopo le correzioni per coprire le spese di costose attrezzature elettroniche, e i profitti dell’impresa, quello che resta nelle mani dei moderni “Tony” è un salario a sei cifre, ormai fuori dalla portata di qualsiasi colletto blu impiegato nelle fabbriche americane che assemblano le automobili. Il rapporto annuale sullo stato degli affari della Automotive Dealers Association conta che i 266.000 addetti impiegati nel settore, hanno generato l’anno scorso un volume di 18,9 miliardi di dollari in riparazioni, ai quali si aggiungono i 9,6 miliardi coperti dai contratti di garanzia firmati dalle case produttrici.

Il reclutamento

Verrebbe da pensare che i giovani fanno la fila per aggiudicarsi questi favolosi posti di lavoro, e invece non è così. I costruttori negli ultimi anni sono stati costretti ad entrare nelle scuole superiori per incoraggiare il reclutamento di studenti, e attirarli nelle officine. I programmi di addestramento sono particolari e unici quanto il software che regola il funzionamento delle auto di ogni singolo brand, quindi l’ingresso al lavoro non è immediato. Occorrono in media tra i 12  e i 18 mesi di studio per qualificare il nuovo meccanico, e l’apprendistato non è retribuito. Al contrario, i giovani devono pagare una retta non molto lontana dai costi di un programma universitario, in media tra i 15 e i 20.000 dollari, a meno che non si siano già legati alla concessionaria che li impiegherà alla fine del percorso, e che ha anticipato la spesa.

Tanta mobilità

I venditori di auto sono disposti a investire su contratti a lunga scadenza, perché il problema maggiore che incontrano è l’alto grado di mobilità che esiste nel settore. I migliori interpreti del software automobilistico sono sotto la mira dei cacciatori di teste, e sempre disposti ad accettare l’offerta di una paga superiore da parte della concorrenza. La richiesta di lavoro è inferiore all’offerta, è l’inflazione dei compensi è il risultato inevitabile della legge di mercato.

Tag

Auto Usa  · 
Nuova York
il blog di Flavio Pompetti
Più di trent'anni di corrispondenze da New York

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

Los Angeles, New York e San Francisco guidano la classifica delle città più congestionate degli States. Mentre i sinistri stradali aumentano del 7%