Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 13:01

Willie Nelson: l’anima verde del country.

Giuseppe Cesaro ·

Anche se il suo nome qui da noi dice poco, oltreoceano e nel mondo country-rock Willie Hugh Nelson (84 anni oggi: è nato ad Abbott, una cittadina del Texas con 300 abitanti, il 29 aprile 1933) è un’autentica leggenda. Una superstar paragonabile ad artisti del calibro di Johnny Cash, Neil Young e Bob DylanCantautore, chitarrista, poeta, attivista e attore con ben 40 film all’attivo. Tra questi: “Il cavaliere elettrico” (1979, di Sidney Pollack, con Robert Redford), “Sesso e potere” (1997, di Barry Levinson, con Robert De Niro e Dustin Hoffman) e “Un uomo da 300 milioni di voti” (2008, di Joshua Michael Stern, con Kevin Costner). In questi ultimi due, Nelson interpreta la parte di se stesso.

Nell'Olimpo

In 54 anni di onorata carriera, il nostro ha realizzato ben 71 album in studio, 10 live e 13 raccolte di successi, alla sorprendente media di quasi 2 dischi l’anno. Terzo, secondo Billboard, nella classifica dei 100 artisti country più importanti, ha ben due brani nella lista delle 100 più grandi canzoni country di Rolling Stone: “Mammas, Don't Let Your Babies Grow Up to Be Cowboys” (1978, in coppia con Waylon Jennings), 10ma, e “Blue Eyes Crying In The Rain”, 48esima.

Cantautore ambientalista

Quanto alla mission di attivista, Nelson si è sempre distinto per un forte impegno in favore della difesa degli animali e della tutela dell’ambiente. Ed è proprio per quest’ultimo aspetto che la sua strada incrocia la nostra. Il songwriter texano, infatti, è da anni un convinto sostenitore dei biocarburanti. Sostegno che non si limita alle parole, ma si traduce in azioni concrete. Nelson, infatti, non si accontenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici ambientali ed economici che deriverebbero dalla diffusione del biodiesel, ma è così convinto della sua scelta, che, nel 2007, diventa protagonista di un uno-due davvero sorprendente.

Biodiesel coltura di pace

Nel 2007 dà alle stampe un libro - “On the Clean Road Again: Biodiesel and the Future of the Family Farm” (“Di nuovo sulla strada pulita: il biodiesel e il futuro delle aziende agricole a conduzione familiare”) - nel quale descrive quelli che considera i tre benefici fondamentali dell’utilizzo dei biocarburanti: la riduzione dell’impatto ambientale, i vantaggi per economia locale e bilancia import-export, la pace del pianeta. “Credo – dichiara – che sarebbe un’ottima cosa per il mondo intero se ognuno facesse crescere il proprio carburante, invece di continuare a fare guerre per averlo”.

La Jetta della svolta

Lo stesso anno, comincia a produrre un proprio carburante verde, “BioWillie”, realizzato con semi di soia e altri oli vegetali, in grado di ridurre del 70% le emissioni nocive rispetto al diesel a bassissimo contenuto di zolfo (Ulsd: Ultra-low-sulfur diesel). La passione per i carburanti "verdi" era scattata nel 2004, quando Annie, la moglie dell’allora settantunenne musicista, aveva acquistato una Volkswagen Jetta diesel, con l’intenzione di alimentarla solamente con oli vegetali. “Era la prima volta – ricorda Nelson - che sentivo una cosa così ridicola. E così le ho chiesto se per caso non fosse andata a frugare nella mia riserva segreta di erba. 'Tanto lo faccio lo stesso', mi ha risposto. La Volkswagen a carburante vegetale funzionava benissimo e funziona ancora: e il fumo che esce dalla marmitta sa di patatine fritte. Così mi sono comprato una Mercedes e ho fatto la stessa cosa anch’io: va che è una meraviglia!”.

L'accordo con Pacific Biodiesel

La coppia - colpita dalle prestazioni del biodiesel, dalla possibilità che una produzione di massa potesse rendere gli Usa indipendenti dalle importazioni e dall’idea di sostenere gli agricoltori americani - si associa con Bob e Kelly King (fondatori della Pacific Biodiesel: marchio pioniere dell’industria americana del biodiesel), per realizzare due piantagioni in Oregon e Texas e avviare la produzione. Nel 2012, l’accordo di distribuzione con la Pacific Biodiesel (brand riconosciuto da importanti organizzazioni nazionali e internazionali come il Dipartimento dell’Energia, la Società Americana degli Ingegneri Meccanici, la Swana, la principale organizzazione nordamericana nel campo della gestione dei rifiuti solidi e l’Unido, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dell’Industria, ndr.) consente l’apertura di una pompa di BioWillie a Maui, (la seconda, per superficie, delle isole hawaiiane), in occasione del 79esimo compleanno di Nelson.

In tour col Caprifoglio verde

Naturalmente per i suoi tour, il re del country dal cuore verde (membro fondatore della Sustainable Biodiesel Alliance), utilizza un pullman – “Honeysuckle Rose” (Caprifoglio), nome ispirato da un brano di Fats Waller del 1929 – alimentato, ça va sans dire, a biocarburanti. Il nostro eroe a sei corde, dunque, si unisce al compagno d’avventura Neil Young, nel promuovere una mobilità sempre più verde ed ecocompatibile. Bentornato “On the road again” - vecchio Willie. A patto che la strada sia sempre più pulita, naturalmente.

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