Ultimo aggiornamento  17 luglio 2019 06:35

Polveri sottili e multe miliardarie.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

E’ passato inosservato. Eppure il richiamo dell'Europa all’Italia è di quelli che dovrebbe far riflettere per andare subito all’azione. La Commissione europea ha dato due mesi di tempo al nostro Paese per mettersi in linea con le concentrazioni di polveri sottili presenti nell’aria delle città. Le zone soggette all’infrazione sono praticamente tutte le Regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Sicilia. L’invito diretto e senza repliche è di adottare misure in grado di ridurre le emissioni di pm 10 (e di frazioni inferiori).

Non siamo gli unici perché la stessa Commissione europea ha dichiarato di aver avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di polveri sottili nei confronti di altri 15 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria).

Preoccupazione eccessiva? Non direi. Sulla salute della nostra aria non si può scherzare. Lo dobbiamo alle generazioni future. I numeri d’altronde non ammettono repliche: l'inquinamento da polveri sottili provoca solo in Italia più di 66.000 morti premature, rendendo il nostro Paese, lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell'Agenzia europea dell'ambiente. Ripeto, 66 mila morti premature. Ben venga dunque l’intervento dell’Europa anche perché non sembra che la questione sia al centro dell'agenda politica.

Se l’Italia non prenderà provvedimenti sarà deferita alla Corte di giustizia dell’Unione europea. E rischierà una multa – non ufficiale e solo indicativa – che potrebbero arrivare anche a un miliardo di euro. Non sarebbe meglio investire la stessa somma (o quella che sarà) in sussidi per spostare parte del nostro parco veicolare verso tecnologie più sostenibili come ibrido, elettrico o idrogeno? A guardar più vicino potrebbe andare bene anche il metano, in particolare per bus e veicoli commerciali impiegati su lunghe distanza.

E poiché la concentrazione delle polveri sottili non dipende solo da auto e mezzi di trasporto, perché non incentivare il passaggio a sistemi più efficienti per gli impianti di riscaldamento e dell’industria? Un miliardo di euro è una gran cifra e sarebbe meglio spenderlo in innovazione più che "semplicemente" per pagare una multa. Che dite?

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Direttore de l'Automobile

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