Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 07:32

Uber prova a volare alto.

Patrizia Licata ·

Il 2017 non ha portato bene a Uber, finora. In Italia e non solo la società di ride hailing ha incontrato parecchie difficoltà. Così in Texas la società californiana cerca di far dimenticare i suoi guai con un nuovo, avveniristico, progetto: i taxi volanti.  

"Aviazione urbana"

E' questo il piatto forte della tre giorni Elevate, in corso a Dallas, la prima conferenza di Uber dedicata alle auto volanti o, per usare la definizione fornita dalla società,"aviazione urbana on-demand". In pratica, con la app di Uber un giorno potremo chiamare un velivolo che decolla e atterra sui tetti delle città. Tanto per chiarire che non si tratta di fantasie, Uber a Dallas ha portato anche i nomi dei partner che la aiuteranno a concretizzare il progetto: la stessa città di Dallas, la società immobiliare Hilwood Properties di Dallas-Fort Worth, per individuare i tetti su cui creare i "vertiporti", cinque produttori di velivoli (Bell Helicopters, Aurora Flight Sciences, Pipistrel Aircraft, Embraer, Mooney) e ChargePoint, società elettrica che contribuirà con i punti di ricarica, visto che i taxi volanti saranno anche elettrici. Il primo servizio sarà presentato al pubblico nel 2020. "In città diremo addio a traffico, inquinamento e spazi inutilmente occupati dai parcheggi per auto", annuncia Jeff Holden, chief product officer di Uber.

Italia ingrata 

I taxi volanti sono sicuramente il diversivo di cui Uber ha bisogno per sviare l'attenzione dai contrattempi che hanno segnato finora il 2017. In Italia la app Uber Black è stata prima bandita da un pronunciamento del Tribunale di Roma, che ha ravvisato una condotta di concorrenza sleale ai danni dei taxi, poi ripristinata grazie all'appello presentato e vinto da Uber. Il caso tornerà all'esame dei giudici il 5 maggio; intanto Uber Black può circolare mentre resta fuorilegge in Italia l'app Uber Pop. 

Tanti addii

Ma i guai italiani di Uber sono solo una parte dei grattacapi di un'azienda contestata in tanti paesi fin dal suo ingresso sul mercato, dal testa a testa con i tassisti ai casi di accuse di molestie da parte di conducenti. Solo per citarne alcuni, a febbraio il Ceo Travis, Kalanick, sotto la pioggia delle critiche, si è visto costretto ad abbandonare il suo posto tra i consulenti strategici di Donald Trump. Quindi è arrivata l'emorragia dei top manager: Amit Singhal (un ex di Google), Jeff Jones e la numero uno della comunicazione Rachel Whetson hanno lasciato l'azienda.

Cause legali

Uber è stata anche colpita da due cause legale di alto profilo, quella intentata da Waymo, spin off di Google per l'auto autonoma, che accusa la società di Kalanick di averle sottratto alcuni brevetti, e quella con il dipartimento dei Trasporti californiano, che ha fermato i test di Uber sulle sue auto autonome per mancanza dei necessari permessi. Uber ha fatto ricorso, ma a fine marzo ha comunque dovuto rinunciare alle sperimentazioni dopo un incidente con un suo veicolo autonomo in Arizona. Uber ha fatto i titoli dei giornali americani anche con Greyball, il programma che, secondo alcune testate, sarebbe stato usato dalla società per evitare che la sua app fosse intercettata dalle autorità in paesi in cui il servizio Uber è vietato, e per un controverso software "top-secret" detto "Hell", con cui l'azienda avrebbe cercato di fare concorrenza sleale alla rivale Lyft.

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