Ultimo aggiornamento  16 dicembre 2018 08:42

L'auto è (im)mobile.

Marina Fanara ·

L'automobile resta il mezzo prediletto dagli italiani. La conferma arriva dall'ultimo rapporto Isfort (Istituto superiore formazione e ricerca per i trasporti) sulla mobilità nel Belpaese. Il trasporto pubblico continua a invecchiare e ad aumentare il divario rispetto agli standard europei, sia per età dei veicoli che per qualità del servizio. Eccezione positiva per il car sharing che, soprattutto nelle grandi città dove è operativo in modalità a flusso libero (si prende e lascia l'auto dove si vuole), è in progressiva crescita anche se la sua quota è ancora troppo marginale per segnare una svolta verso una mobilità più sostenibile.

40 milioni di ore perse nel traffico

Lo studio, alla sua 14esima edizione, si riferisce al 2016 e si basa su interviste telefoniche rivolte a un campione di 12 mila italiani, tra i 14 e gli 80 anni di età. Dall'indagine emerge che ogni giorno feriale, gli italiani hanno effettuato oltre 100 milioni di spostamenti, complessivamente 1,4 miliardi di chilometri di percorrenza, per un totale di 40 milioni di ore nel traffico l'anno. Si tratta di numeri in calo, di circa un quarto, rispetto al periodo pre-crisi (2008) quando gli spostamenti erano di 128,1 milioni e le percorrenze a 1.561 miliardi di chilometri.

L'auto non si abbandona

Crisi o non crisi, il dominio dell'auto resta inossidabile: la sua quota nel 2016 si è attestata al 65,3% sul totale degli spostamenti, contro il 63,9 del 2008 e il 57,5 nel 2001. E il tasso di motorizzazione è sempre il più alto d'Europa, dopo il Lussemburgo: 62,4 auto ogni 100 abitanti, contro 54 della Germania, 49 della Francia e 46 della Gran Bretagna. Dal 2005 al 2015 le nuove immatricolazioni di bus sono nel frattempo scese al ritmo del 10% l'anno e i mezzi sono sempre più vecchi. Un altro confronto poco onorevole rispetto all'estero: l'età media, da noi, supera gli 11 anni contro i 6,9 dei veicoli tedeschi, il 7,6 dei britannici e il 7,8 dei francesi. Una anzianità del parco bus che però non sembra fermare una prima (piccola) inversione di tendenza: nel 2016 la quota degli spostamenti effettuati con il trasporto pubblico è salita al 13,4% rispetto all'11,7 del 2015.

Interesse in aumento per forme di mobilità dolce: la fetta di chi si muove a piedi e in bici è aumentata dal 18% del 2015 al 20,4 del 2016.

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